Continenza espressiva: i datori di lavoro e le espressioni troppo colorite

di Redazione 0

La società si evolve e così il linguaggio. Se prima una frase come Lei non capisce un… (puntini puntini!) veniva considerata offensiva, ora sarebbe un modo di dire talmente entrato nel gergo comune da non poter essere considerato lesivo della dignità di un dipendente. Ma siamo sicuri sia proprio così? Lecito nutrire forti dubbi a riguardo.

Questa, infatti, è solo la debole difesa messa in piedi da Sebastiano C. datore di lavoro portato in giudizio a Catania da una sua dipendente per ingiuria. La frase incriminata non è stata affatto considerata dal giudice come una corrente espressione equivalente di “Lei non capisce nulla“, ma come un reato di ingiuria. Una piccola vittoria che la Quinta Sezione Penale della Cassazione ha concesso alla parte offesa in favore della buona educazione tra capo e dipendenti. I datori di lavoro, secondo il giudice, sono tenuti alla continenza espressiva proprio per via del rapporto gerarchico che non può consentire di sconfinare nel campo dell’offesa personale. L’evoluzione del linguaggio, dunque, non può consentire di offendere liberamente, cosa che tra l’altro poteva evincersi senza necessità di una sentenza giudiziaria ma con un po’ di sano rispetto dell’altro.

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