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Stress, quello della mamma in gestazione passa al figlio

E’ risaputo: ciò che la madre fa o subisce nel corso della gestazione, si riflette sulla salute del bambino che porta in grembo. Cattive abitudini, alimentazione sbagliata, comportamenti a rischio: sono tutti elementi che influiscono sulla crescita del nascituro, mettendolo nella precaria condizione di riportare conseguenze di diverso genere alla nascita. Questo può avvenire anche per una situazione “impalpabile” fisicamente come quella dello stress.

Questa condizione infatti, se vissuta dalla mamma durante i mesi di gravidanza, può essere trasmessa al piccolo del grembo materno e portare il bimbo, una volta cresciuto, ad essere maggiormente sensibile alle situazioni causanti stress e meno portato a saperle affrontare con calma e tranquillità. A suggerire questa interpretazione, dopo uno studio dedicato ed approfondito, un gruppo di ricercatore dell’università tedesca di Costanza, coordinati dal dott. Thomas Elbert.

La ricerca, pubblicata dalla rivista Translational Psychiatry ha preso in considerazione la gestazione delle mamme e dallo sviluppo dei bambini nati.  A livello medico è riconosciuto che sono almeno tre i fattori che influenzano lo sviluppo del feto ed il suo benessere dopo la nascita. Il primo è di tipo nutrizionale. Maggiormente sarà adeguata la dieta della madre in gravidanza, migliore sarà lo sviluppo del feto all’interno dell’utero e minori i problemi in seguito.

Vi è poi il fattore fisico, relativo al liquido amniotico, e vi è quello genetico. Eventuali patologie e “modificazioni” possono passare dalla cellula madre alla cellula figlio, con lo sviluppo di malattie e sindromi di diversa tipologia.

A quanto pare, da oggi a tutto questo dovrà essere aggiunto anche un fattore psicologico, che sebbene non sia in grado di limitare lo sviluppo fisico del bambino, può renderlo “labile” dal punto di vista psicologico. Tornando allo studio, è stato rilevato un cambiamento di un gene nei bambini sottoposti a stress nel grembo materno.  I piccoli, ora di età compresa tra i 10 ed i 19 anni,  hanno sviluppato una mutazione nel ricettore dei glucocorticoidi, responsabile della risposta ormonale allo stress.

Commenta il ricercatore:

È come se i bambini che ricevono il segnale dalla loro mamma che stanno nascendo in un mondo pericoloso sviluppino una soglia più bassa e una risposta più rapida allo stress.

Piccolo appunto: la quantità di stress delle donne sottoposte a studio, spiegano gli scienziati, era ad un livello tale non comune per la normale popolazione di gestanti.

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Fonte: Translational Psychiatry

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