Vaccino Hiv basato su reazione del sistema immunitario?

di Valentina Cervelli 0

Un vaccino contro l’Hiv funzionale e funzionante potrebbe essere più vicino di quello che si crede grazie ad una scoperta eseguita dal team di scienziati del National Institute of Allergy and Infectious Diseases che fa parte del U.S. National Institutes of Health, in collaborazione con la Columbia University, il Centre for the AIDS Programme of Research del Sud Africa e il National Institute for Communicable Diseases di Johannesburg.

I vaccini come tutti sappiamo sono una delle nostre armi di difesa contro le malattie. Per ciò che concerne l’Hiv ancora non si è riusciti a metterne a punto uno che sia in grado effettivamente di proteggere dal contagio. Tutte le formulazioni messe a punto fino ad ora vengono definite sì vaccinazioni, ma agiscono su un’infezione già in corso. La speranza dei ricercatori è quella di riuscire a mettere a punto un vaccino contro l’HIV efficace e ciò che è stato scoperto recentemente dalla collaborazione dei vari centri di studio potrebbe rappresentare un passo importante in tal senso. La motivazione? E’ stato scoperto e studiato il meccanismo di risposta del sistema immunitario all’infezione da HIV. Quest’ultimo infatti sarebbe in grado di produrre un anticorpo molto potente capace di bloccare il virus causa dell’Aids. Il problema è che nel nostro organismo prima che questa difesa possa scattare l’agente patogeno dell’HIV produce dei suoi anticorpi “neutralizzanti” i nostri.

In laboratorio i ricercatori, utilizzando del sangue umano infettato dal virus dell’HIV hanno potuto osservare l’intero processo da vicino: sia la produzione dell’anticorpo da parte del sangue umano, sia la reazione del virus. E’ stato possibile per gli scienziati, seguendo il “comportamento” dei campioni, descrivere l’interazione tra le due controparti e favorire la maturazione di due anticorpi specifici chiamati CAP256-VRC26 che sarebbero capaci di neutralizzare una percentuale significativa di ceppi di HIV conosciuti.

E’ palese che questo studio sia ancora alle sua fasi preliminari: questo non toglie però che si tratti di un passo davvero importante nella ricerca di un vaccino efficace contro questa patologia.

National Institutes of Health

Photo Credit | Thinkstock

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