Vaccini funzionano meglio la mattina?

I vaccini funzionano meglio quando inoculati di mattina. Lo dimostrebbe uno studio condotto dagli scienziati dell’Università di Birmingham in merito alla vaccinazione antinfluenzale.  A quanto pare la risposta immunitaria del corpo umano cambia a seconda delle ore del giorno.

HIV, effetti del vaccino Tat in associazione con antiretrovirali

Gli effetti del vaccino Tat in associazione agli antiretrovirali sull’HIV sono al momento allo studio degli scienziati dell’Istituto Superiore della Sanità. Ed i risultati ottenuti ci lasciano ben sperare: i due strumenti, combinati, sembrano essere in grado di stimolare adeguatamente il sistema immunitario dei pazienti.

HIV, creato anticorpo che ferma il virus?

Gli scienziati della Rockefeller University, negli Stati Uniti, hanno creato un anticorpo in grado di fermare il virus dell’HIV. Si tratta di un ritrovato ancora sperimentale che, applicato sull’uomo, ha però mostrato di essere già in grado di dare risultati positivi.

Influenza, efficace vaccinarsi anche in ritardo?

Se per qualche motivo ancora non vi siete vaccinati contro l’influenza, può rivelarsi comunque un’ottima scelta sottoporsi al vaccino antinfluenzale in ritardo, soprattutto calcolando i tempi medi di estensione della durata dei contagi di questa malattia.

Vaccino Hiv basato su reazione del sistema immunitario?

Un vaccino contro l’Hiv funzionale e funzionante potrebbe essere più vicino di quello che si crede grazie ad una scoperta eseguita dal team di scienziati del National Institute of Allergy and Infectious Diseases che fa parte del U.S. National Institutes of Health, in collaborazione con la Columbia University, il Centre for the AIDS Programme of Research del Sud Africa e il National Institute for Communicable Diseases di Johannesburg.

Vitamina C: tutti i benefici per la salute (FOTO)

La vitamina C apporta al nostro organismo tanti benefici ed è uno degli elementi di cui il nostro corpo necessita per funzionare al meglio. Non rappresenterà la panacea di tutti i mali, ma con le sue funzioni è in grado di preservarci da diverse malattie. Scopriamo insieme in quanti modi può far bene alla salute.

Un vaccino antinfluenzale universale, dagli anticorpi dell’uomo che non si ammala mai

L’organismo umano è molto particolare ed il dna degli individui di tutto il mondo ha ancora molte cose da dirci. Ma qualcosa è stato scoperto di speciale nel sistema immunitario di un uomo che non è mai stato colpito da virus influenzali, pur essendo stato sottoposto più volte (come capita nella quotidianità) al rischio del contagio. Il tutto è stato pubblicato sulla rivista scientifica internazionale PlosOne, ed è frutto di un gruppo di ricercatori italiani, guidati da Massimo Clementi e Roberto Burioni dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Amiloidosi primaria

Amiloidosi primaria

L’amiloidosi primaria è un disturbo in cui le fibre proteiche si depositano nei tessuti e negli organi, nuocendogli.

CAUSE: La causa dell’amiloidosi primaria è sconosciuta, ma la condizione è legata alla produzione abnorme di anticorpi da un tipo di cellule immunitarie chiamate cellule del plasma. I sintomi dipendono dagli organi colpiti che possono essere lingua, intestini, muscoli scheletrici e lisci, nervi, pelle, legamenti, cuore, fegato, milza e reni.

Virus: quello del raffreddore si può sconfiggere

Il raffreddore è senza dubbio la patologia più comune al mondo. Sono almeno 200 i virus responsabili di questa malattia che a differenza del nome, colpisce in ogni stagione. Ebbene, secondo un gruppo di giovani ricercatori dell’Università di Cambridge, entro una decina di anni uno spray nasale potrebbe riuscire a debellarli tutti. Gli scienziati, guidati dal dott. Leo James immunologo e biologo molecolare, sono partiti dallo studio del nostro sistema immunitario all’interno del quale hanno identificato una famiglia di ben 70 proteine con capacità antivirali.

Una di queste, la Trim 21 è risultata in grado di bloccare la replicazione del virus del raffreddore comune, all’interno della cellula stessa. Cosa significa? Finora per i virus non esiste una cura farmacologica. Laddove possibile, come nel caso dell’influenza ci si può attivare con dei vaccini in grado di prevenire l’infezione. Una volta avvenuto il contagio, occorre aspettare che gli anticorpi si attivino e facciano il loro dovere. Non c’è altra possibilità, se non alleviare i sintomi. Nel caso del raffreddore bastano pochi giorni.

Celiachia divora placenta e causa aborto, il meccanismo svelato da una scoperta italiana

Il rischio aborto è triplicato in presenza di celiachia. La celiachia divora infatti la placenta, il nido che offre protezione e nutrimento al feto, ostacolando la prosecuzione naturale della gravidanza. Il meccanismo alla base di questa liaison dangereuse è stato oggetto di un recente studio realizzato da un’équipe di ricercatori dell’Università Cattolica-Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma e pubblicato sull’autorevole rivista di divulgazione scientifica The American Journal of Gastroenterology.

Le donne celiache non in cura, e dunque ignare di soffrire del disturbo, durante la gravidanza vanno incontro ad aborti spontanei, il cui rischio potrebbe esssere  scongiurato semplicemente optando per una dieta priva di glutine. Sarebbero proprio gli anticorpi impazziti del glutine, proteina del grano, ad intrufolarsi nella placenta distruggendone le cellule ed impedendo in tal modo al feto di crescere nell’utero e nutrirsi.

Hiv, 3 anticorpi lo bloccano nel 91% dei casi

Nuove speranze per un possibile vaccino anti-Hiv arrivano dai laboratori statunitensi del Nih, l’Istituto Nazionale della Sanità. Un team di ricercatori, guidati da Xueling Wu, ha scoperto tre anticorpi in grado di ostacolare, non bloccare del tutto, il virus dell’Hiv.

Essi sono stati ribattezzati, senza tanta fantasia, VRC01, VRC02 e VRC03, e secondo gli ultimi dati riescono nel loro intento nel 91% dei casi i primi due anticorpi e nel 57% il terzo. I tre anticorpi sono stati isolati nel sangue di una persona infetta, e secondo i ricercatori sono presenti nel corpo di molti pazienti affetti da Hiv, e così si spera, studiandoli e potenziandoli, di utilizzarli per creare un vaccino o addirittura una cura contro l’AIDS.