Batterio killer, sequestro di carni sospette in Italia

di Valentina Cervelli 0

Ieri la notizia del ricovero di 6 bambini colpiti da una forte intossicazione alimentare a base di E. Coli dopo aver consumato degli hamburger congelati distribuiti da un noto marchio della grande distribuzione, la Lidl. Immediatamente anche nel nostro paese sono scattati i controlli e giusto ieri pomeriggio, i Carabinieri del Nas, nucleo antisofisticazione,  hanno sequestrato circa 5.500 confezioni di hamburger della Steaks  Country, il marchio sotto accusa.

Si tratta di un sequestro che nasce dalla necessità di campionare, con la piena collaborazione della catena di supermercati, il bene in questione per capire se anche i prodotti importati in Italia siano contaminati dall’escherichia coli come quelli che hanno portato i sette bambini della provincia di Lille in ospedale. L’intervento dei carabinieri, come spiegano in una nota dal ministero, è avvenuto nell’area di Verona.

Il materiale alimentare sequestrato verrà quindi analizzato dall’Istituto Zooprofilattico di Padova al fine di verificare la presenza del batterio all’interno della carne sequestrata. L’operazione si è svolta senza problemi. E non è mancato in tal senso un ringraziamento da parte del Ministro della Salute Ferruccio Fazio:

Ringrazio i Nas per l’immediato intervento e il sequestro cautelativo temporaneo dei prodotti. Questa operazione dimostra l’elevato livello del sistema di sicurezza alimentare del nostro Paese, basato sull’assoluta tracciabilità dei prodotti, e deve rassicurare i consumatori. Nei prossimi giorni avremo i risultati delle analisi e potremo verificare se il batterio infettivo che ha colpito i bambini francesi si trova nella carne o se è legato a difetti di conservazione o manipolazione del cibo.

Dal Senato arriva il parere del senatore Ignazio Marino, presidente della Commissione d’Inchiesta sul SSN, il qualche invita a non suscitare, nella ricerca di verità, inutili allarmismi.

Facciamo attenzione a non scatenare il panico. L’escherichia coli può trasmettersi dai bovini all’uomo con la carne non cotta a sufficienza o con il latte non pastorizzato, oppure attraverso l’acqua e le verdure contaminate. La malattia non è legata a carni, verdure, latte o succo di mela, ma alla carenza di controlli igienici nella lavorazione dei prodotti alimentari che possono essere direttamente o indirettamente contaminati.

Bastano quindi pochi accorgimenti per evitare problemi.

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