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Vaiolo delle scimmie, Oms: emergenza internazionale

L’Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato il vaiolo delle scimmie emergenza internazionale. E il mondo si trova davanti alla necessità di non fare gli stessi errori fatti con il covid in passato.

Necessaria risposta globale al virus

A lanciare l’allerta è stato il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nel corso di una conferenza stampa dedicata. L’emergenza globale è considerato il livello di allerta più alto. E l’averlo ufficializzato dovrebbe essere un ottimo strumento per riuscire a cercare di contenere l’epidemia. Al momento il vaiolo delle scimmie conta circa 17 mila contagi in 74 paesi.

La decisione di nominare questa epidemia come emergenza sanitaria pubblica internazionale, ha spiegato il segretario dell’Oms, è nata per invitare all’azione nei confronti del virus. Attualmente il rischio segnalato è alto solo in Europa, mentre considerato relativamente moderato nel resto del mondo. Al momento non è stato ancora trovato accordo tra tutti gli esperti nel segnalarlo come necessario del massimo livello di allerta.

Quello che si vuole ottenere è comunque una reazione importante nei confronti di questa minaccia che da maggio ha colpito troppe migliaia di persone.

Per quel che concerne l’Italia il Ministero della Salute ha predisposto in tutta Italia un sistema di segnalazione per i singoli casi attraverso un’ordinanza. Sono stati registrati, fino a ora, 407 casi con una tendenza alla stabilizzazione. Ovviamente l’andamento è tenuto sotto controllo, ma per il momento, il direttore generale della prevenzione del ministero Gianni Rezza non pensa che la situazione nel nostro paese debba destare “particolare allarmismi“.

In Italia casi vaiolo delle scimmie sotto controllo

Le persone che hanno contratto il vaiolo delle scimmie in Italia sono comunque guarite a prescindere dal grado di gravità della patologia finora. Alcuni hanno necessitato di maggiori cure ma ce l’hanno sempre fatta. Questo non deve però fare adagiare sugli allori e deve portare soprattutto a una corretta informazione sul virus.

Un agente patogeno dal quale coloro che sono vaccinati contro il vaiolo dovrebbero essere immuni. Per gli altri esiste un vaccino specifico e una terapia, messe a punto negli ultimi anni. Il problema? Una vera e propria campagna di prevenzione attualmente sembra essere in atto solo negli Stati Uniti e in alcuni stati democratici, dove una campagna di vaccinazione contro il virus è già iniziata.

I sintomi del vaiolo delle scimmie non sono una passeggiata da vivere e soprattutto sono dolorosi da affrontare. Motivazione per la quale, soprattutto per le fasce considerate più a rischio sarebbe il caso di predisporre una campagna informativa e vaccinale. Solo in questo modo è possibile agire in modo corretto.

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