Tatuaggio elettronico per rilevare segni vitali pazienti

di Valentina Cervelli 2

Un tatuaggio per verificare al volo le condizioni fisiche dei pazienti in modo tale da intervenire con un urgenza in caso di bisogno. Potrà sembrare un ipotesi fantascientifica. Nella realtà dei fatti è una tecnica messa recentemente a punto dai ricercatori dell’Università dell’Illinois al fine di trovare sempre migliori tecniche di assistenza per i malati, favorendo contemporaneamente una maggiore capacità di intervento nei loro confronti.

I risultati di questo studio sono stati pubblicati dalla nota rivista di settore Science. Parliamo di un tatuaggio diverso ovviamente dai soliti disegni effettuati sottopelle per motivi estetici o tradizionali. In questo caso infatti per tatuaggio intendiamo una scheda elettronica impressa sulla pelle, più sottile di un capello. Verrà applicata sulla pelle, senza fili né colla e sarà in grado di monitorare insieme molte funzioni, senza bisogno di collegare elettrodi e macchinari di diversa tipologia. Grazie alla sua particolare composizione sarà morbida e flessibile ed in grado di assecondare i movimenti della pelle umana.

Il suo nome è EES, acronimo di Sistema elettronico epidermico. Si tratta di una sorta di chip grande appena 50 micron che aderendo alla pelle non solo è in grado di far seguire ai medici le funzioni vitali del paziente attraverso di esso, ma è anche in grado di essere applicato nella medicina “ricostruttiva” dando modo ai pazienti di recuperare la sensibilità tattile, aiutando gli stessi a guarire da particolari ferite ed ustioni. Questo ultimo utilizzo è ancora al vaglio, ma è apparso evidente,  attraverso una  sperimentazione,  come senza problemi di rigetto sia in grado di far monitorare diversi parametri vitali senza interferenze.

Non solo, si tratta di un dispositivo dotato di “autoricarica” corredato di mini antenna wireless per le comunicazioni e di celle solari per rifornirsi di energia. Appare evidente, ad ogni modo, che in ogni caso la medicina del futuro si  propone già da ora di essere sempre meno invasiva e traumatica per i pazienti  che ne usufruiranno.

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Fonte: Science

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