Scoperta causa Parkinson giovanile

di Valentina Cervelli 0

E’ stata scoperta la causa del Parkison giovanile. Gli scienziati del CNR di Milano hanno individuato il meccanismo molecolare alla base della comparsa di questa malattia neuro-degenerativa che nei pazienti provoca tremori, rigidità muscolare e difficoltà a controllare i movimenti del proprio corpo.

Il Parkinson è una malattia tipica della terza età: la sua comparsa media avviene intorno ai 60 anni. In alcuni casi essa compare prima dei 40 anni. Un esempio famoso? Michael J. Fox. I ricercatori diretti dalla dott.ssa Jenny Sassone hanno scoperto che è la mancanza di una proteina, la parkina, ad essere la causa della morte dei neuroni dopaminergici. Essi hanno un ruolo chiave nella gestione dei nostri movimenti: è quindi facilmente comprensibile come la loro salute influenzi il controllo del nostro corpo. Aver compreso cosa causa il Parkinson giovanile potrebbe aiutare i ricercatori a mettere a punto nuove forme di terapia per contenere la patologia e rallentarne la progressione. Come spiegano gli scienziati:

La causa più frequente della forma giovanile del Parkinson sono le mutazioni in un gene nominato Park2, il quale codifica per la parkina, ossia contiene le istruzioni su come “costruire” la proteina. Le mutazioni alterano la trasmissione del glutammato, il neurotrasmettitore amminoacido più diffuso nel sistema centrale nervoso, e possono indurre la morte nei neuroni dopaminergici. Nei pazienti con la mutazione del gene Park2 si verrebbe a perdere quindi la normale funzione della parkina con conseguente accumulo patologico del recettore Kar, che causa un incremento di concentrazione di glutammato nei neuroni, alterando così l’attività sinaptica e conducendo le cellule alla morte.

La ricerca sul morbo di Parkinson ha portato finora a mettere a punto diverse terapie, spesso basate su impulsi elettrici, per contenere i sintomi della patologia come il tremore. Una scoperta come questa apre, invece, la strada ad un approccio farmacologico in grado di rallentare la malattia. Ed è decisamente una buona notizia.

Photo Credits | mypokcik / Shutterstock.com

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