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Tosse con sangue, paura in Russia?

Tra i sintomi vi sarebbe tosse con sangue: un nuovo virus starebbe preoccupando la Russia. Quanto c’è di vero e quanto è cattiva informazione?

Tosse con sangue tra i sintomi più paurosi

Il fatto che tra la sintomatologia, oltre a gravi problemi respiratori, ci sia anche la tosse con sangue di certo non fa pensare positivamente, a prescindere dalla patologia coinvolta. Le autorità smentiscono, ma gli effetti raccontati di un misterioso “virus X” all’interno del canale Telegram russo “Shot” destano comunque preoccupazione.

Soprattutto perché si parla di pazienti che presentavano un quadro generale serio senza essere positivi al Covid o all’influenza. Newsweek, che si è occupato della questione, sottolinea come i funzionari sanitari russi inquadrino questi casi all’interno di infezioni comuni di tipo respiratorio, tra cui anche il Mycoplasma pneumoniae.

Reduci da una pandemia come quella del Covid, ovviamente sentire parlare di virus respiratori non identificati e tosse con sangue desta sempre timore e preoccupazione. Sia per via di un possibile contagio, sia per quelli che potrebbero essere gli effetti nel caso in cui fosse necessario affrontare un agente patogeno, come già fatto con il coronavirus.

L’agenzia dedicata alla supervisione della tutela dei diritti dei consumatori e della salute pubblica russa ha sottolineato che non esistono al momento prove di un virus nuovo o non ancora identificato sul territorio. Sul canale “Shot” di Telegram, però, sono stati diffusi racconti di pazienti sul territorio della Federazione che combattevano con febbre alta, dolori muscolari e tosse con sangue grave, che durava anche per settimane.

Una sintomatologia che, a lungo andare, potrebbe anche essere tipica di un’influenza o del Covid. Nei casi specifici però i test relativi sono sempre risultati negativi. La stampa, ovviamente, ha riportato molti dei casi raccontati sottolineando però la mancanza di conferme ufficiali da parte delle agenzie sanitarie.

Necessità di maggiori informazioni

Il consiglio dato è stato ovviamente quello di cercare assistenza medica non alternativa, affidandosi ai propri medici e ai canali ufficiali. Come ha sottolineato anche Giacomo Gorini, immunologo italiano a Oxford, al momento è impossibile valutare la situazione a causa delle notizie così frammentarie, al netto anche di eventuali posizioni personali rispetto alle fonti pubbliche russe.

Di certo, prima di generare allarmismo, è necessario verificare le informazioni e attendere di saperne di più. Soprattutto perché per affrontare adeguatamente un agente patogeno è necessario possedere il maggior numero possibile di informazioni.

Solo in questo modo sarà possibile, nell’eventualità, limitare il contagio e le conseguenze. Nel frattempo, in Russia, i cittadini dovrebbero attenersi ai classici consigli dati in questi casi, ovvero fare attenzione al contagio, mantenere una giusta distanza, lavarsi frequentemente le mani ed evitare un’eccessiva promiscuità