Ictus, Censis: sconosciuto al 77% degli italiani

di Valentina Cervelli 0

Ictus: il 77%degli italiani non saprebbe definirlo con sicurezza. Ed ancor peggio, meno della metà degli italiani sa che si tratta di una patologia che colpisce il cervello. Ad aprire questa “agghiacciante” finestra sul sapere medico degli italiani ci ha pensato il Censis.

Queste informazioni fanno parte del 44esimo Rapporto Annuale sulla situazione sociale dell’Italia. La definizione dell’ictus non è l’unica cosa che gli italiani ignorano.

Sempre secondo il rapporto, la maggior parte degli italiani ignora il significato delle parole ad esso più vicine per attinenza e ne illustrano la cura. Parliamo della trombolisi, la tecnica specifica volta allo scioglimento dei piccoli coaguli di sangue che si formano all’interno dei vasi sanguigni causando l’ictus e la  “stroke unit”, il reparto specifico dove, chi è stato colpito da ischemia viene ricoverato per ricevere cure salvavita.

Il quadro è insolito se si pensa che l’ictus è la terza causa di morte nel nostro paese, e chi sopravvive spesso rimane affetto da disabilità permanenti più o meno gravi. Ricordiamo infatti che senza l‘ossigenazione necessaria, i neuroni muoiono e sono le uniche cellule del nostro organismo a non riprodursi. Se si vuole evitare di incorrere in questa spiacevole patologia, è bene seguire una dieta equilibrata e povera di grassi, evitare il consumo di alcol e sigarette e fare dell’esercizio fisico. Non solo si eviterà un infarto, ma si abbatterà la soglia di probabilità di incorrere in un  ictus.

Il rapporto del Censis ha inoltre rivelato gli aspetti “negativi” del boom di informazione sanitaria. Complici i programmi televisivi ed una certa spettacolarizzazione di malattie e singoli casi, si è ottenuta una crescita esponenziale dell’informazione di tipologia medica rispetto agli anni ’90, ma contemporaneamente sono andati a crearsi del falsi miti non corrispondenti a realtà, come ad esempio che tutti gli autistici siano dei geni nelle materie scientifiche:  è convinta di questa eventualità ben il 73% degli italiani.

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