Muore un altro bimbo dimenticato in auto; lo psichiatra: colpa dello stress

di Cinzia Iannaccio 5

Sembra incredibile ma a pochi giorni dalla morte della piccola Elena, dimenticata in auto dal suo papà è accaduto ancora. Stavolta un maschietto di soli di 11 mesi,  lasciato nell’autovettura dal padre a Passignano, sul lago Trasimeno (Perugina). Inutili i soccorsi ed il pronto intervento dell’ambulanza del 118. Anche in questo caso, un genitore esemplare e una dimenticanza dovuta allo stress. Uno shock per tutti, di nuovo. Anche per me che sono una mamma e (pensate il caso) avevo appena finito di scrivere un post sullo stress provocato negli uomini dal traffico! Ma cosa accade? Come è possibile dimenticarsi un figlio? Ovunque, ma soprattutto in macchina, consapevoli che il caldo di questi giorni può provocare un gravissimo colpo di calore? Aveva spiegato nei giorni scorsi, in riferimento alla piccola Elena, lo psichiatra Massimo Di Giannantonio all’AdnKronos:

“Forti preoccupazioni dovute alla salute, alla carriera, ai problemi economici, possono generare delle dissociazioni dalla realtà. Sottraendo la memoria all’esercizio della normalità quotidiana, anche nei gesti più semplici. Se questo avviene in momenti delicati possono accadere anche tragedie. In questo caso particolare, il meccanismo psichico è diventato psicopatologico, ovvero si è manifestata una dissociazione. La causa spesso è una condizione di super stress”.

Tutte queste condizioni vanno trattate al loro insorgere oppure prevenute, ad esempio in alcune categorie professionali a rischio, come tra gli autisti dei pullman, i piloti aerei, ecc. Ovvero, laddove esista una forte responsabilità professionale su altri individui, è un dovere della società monitorare i livelli di stress dei lavoratori, spiega lo psichiatra dell’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti. A volte bastano pochi giorni di riposo, abbinata o meno a tecniche anti-stress. In altri casi più gravi può servire una seria e lunga psicoterapia.

Queste tragedie che emotivamente ci colpiscono come un pugno nello stomaco devono farci riflettere: è importante dare una pausa alla propria vita ogni tanto….tirare il freno a mano. Non trovate? Forse la quotidianità assumerà anche un gusto migliore. Per ora solo amaro in bocca ed una ferita nel cuore per un altro bimbo morto in modo assurdo.

[Fonte: AdnKronos]

Commenti (5)

  1. Ha fatto rimanere allibite tantissime persone che sono venute a conoscenza dell’ennesimo caso del bambino di 11 mesi morto in auto abbandonato al sole dal padre. Il sottoscritto non comprende perchè non si riesca ad inventare un congegno che avvisi il genitore della presenza di un bebè in auto quando egli chiude gli sportelli dell’auto. Lo scrivente pensa che un metodo potrebbe essere il seguente. Un segnalatore acustico dovrebbe essere installato nella autovettura e collegato al circuito di accensione e spegnimento dell’auto ed attivato nel momento in cui inizi il viaggio. Allo spegnimento del motore il segnale acustico si attiva automaticamente ed avvisa il conducente della presenza del bimbo. Se qualcuno vuole maggiori chiarimenti può scrivere all’indirizzo e-mail dello scrivente e , se vuole, potrà ricevere dal sottoscritto lo schema per il funzionamento. Infine si comunica che il sottoscritto è Docente in pensione di Matematica e Fisica.

  2. l’unica cosa che si potrebbe dare a questo tipo di genitori e’ l’ergastolo
    e una cura gratis dallo psichiatra. non aggiungo altro.
    saluti,

  3. @ Giuseppe Sampognaro:
    E’ un’idea geniale!
    Fattela brevettare e insisti affinchè venga installata sulle auto di nuova produzione, visto che i cervelloni che le progettano non ci sono arrivati.

  4. idea geniale ??? magari anche qualche congegno di nuova generazione che
    vi ricordi che avete la testa attaccata al collo e il cervello collegato ?????
    potrebbe funzionare !!!! io non sono docente di matematica e fisica, ma una
    semplice impiegata di 36 anni , con mille normali problemi quotidiani ed economici da risolvere + mamma di due bambini, ma non ci vuole molto ad
    arrivarci che questa e’ l’ennesima cucchiaiata per imboccare persone che
    non sono in grado di allevare figli . Punizione a vita, e’ questo che serve .

  5. Di queste disgrazie, purtroppo ne succedono sempre di più vorrei, perciò, con questa mia sensibilizzare chi tanto crede nelle innovazioni e prenderle poi, a cuore. Dopo un modesto tempo di prove e valutazioni sono riuscito a depositare alla camera di commercio un meraviglioso trovato il quale ci potrà sorvegliare continuamente e farci ricordare, in modo vocale, visivo, sonoro e con l’intervento anche dell’allarme dell’auto se non verrà recepita l’informazione del bimbo che si è dimenticati nel seggiolino. Questo stupendo sistema potrà, in futuro salvare moltissimi bimbi da queste morti orribili e assurde sempre, però, che qualche azienda se ne prenda carico a commercializzarlo e renderlo alla portata di tutti.
    Ringrazio per l’attenzione e vivamente porgo distinti saluti.
    Giudice Gerardo

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