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Uno screening comportamentale individuerà i futuri terroristi negli aeroporti

L’uso efficace di più livelli di raccolta di informazioni, comprese quelle vigenti sui programmi di identificazione del comportamento, avrebbero potuto evitare che Farouk Abdul Mutallab salisse sul volo Northwest 253 nel fallito attentato del giorno di Natale. Così dice il ricercatore sulla sicurezza alla University at Buffalo, Mark G. Frank, il quale spiega, che, sebbene Mutallab abbia passato alcuni livelli di sicurezza,

le tecniche della scienza del comportamento avrebbero potuto scoprire le sue intenzioni una volta entrato in aeroporto. Ci sono stati molti progressi scientifici nella tecnologia unita con la comprensione di queste persone, del loro comportamento, e dei programmi che mettono in azione, per contribuire alla loro identificazione. Sfortunatamente, non vengono utilizzati in modo ampiamente sufficiente.

Frank, che ha consigliato i programmi di identificazione del comportamento al Department of Homeland Security, è d’accordo con gli esperti che sostengono che la sicurezza è meglio realizzata con un approccio a più livelli per l’esame dei passeggeri.

La tecnica non può essere precisa al 100% da impiegare in modo efficace. Ogni strato imperfetto integra il prossimo, perché gli obiettivi dei controlli di sicurezza sono in realtà più modesti di quanto la gente pensa. Gli obiettivi sono, da un lato, utilizzare l’intelligence e i processi di indagine per dissuadere o interrompere il progetto di un aspirante terrorista; [dall’altro] esistono eccellenti tecniche scientifiche per individuare tali sospetti, che non si occupano di screening etnico o di controllo a campione, processi che non sono effettuati sugli americani.

Se un sospetto terrorista passa attraverso il primo strato di sicurezza e sale sull’aereo, dice Frank, allora l’obiettivo è quello di costringerlo a passare intensi screening secondari. Frank segnala che tutti i livelli di sicurezza hanno punti di forza e di debolezza, e ogni strato è in grado, in determinate circostanze di  individuare un terrorista.

Un nuovo strato analizza le tecniche comportamentali ed è nominato SPOT.

SPOT (screening dei passeggeri con la tecnica dell’osservazione) è una tecnica di osservazione comportamentale effettuata dalla Transportation Security Administration. Esso si basa su un programma israeliano derivato dalle esperienze dirette di quel Paese con i terroristi e l’attuale scienza del comportamento. FAST – l’acronimo di Future Attribute Screening Technology – è un sensore basato su un programma attualmente in fase di sviluppo, che rileva le reazioni del corpo indicative della volontà ostile e le usa per sviluppare una più intensa previsione algoritmica, come quella a cui devono essere inviati gli screening supplementari.

Chissà se tale tecnica avrebbe evitato al terrorista nigeriano di salire sull’aereo. Fatto sta che nella lotta contro questo terribile male, bisognerà davvero provarle tutte.

[Fonte: Sciencedaily]

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