Mangiare cibi senza glutine sembra esser diventata quasi una moda negli ultimi tempi. C’è chi pensa che possa portare miglioramenti alla salute: una nuova ricerca illustra come si tratti di una conclusione potenzialmente errata.
I cibi senza glutine fanno bene?
Ovviamente per coloro che non sono affetti da celiachia o hanno intolleranza al glutine. Queste due condizioni patologiche, infatti, necessitano del consumo di cibi senza glutine. Mangiarne quando non si hanno problema credendoli più sani e in realtà sbagliato. E ce lo spiega uno studio condotto negli Stati Uniti dopo un confronto con i loro corrispettivi contenenti questa proteina.
Anche in Italia molte persone mangiano cibi senza glutine senza averne realmente bisogno. Il tutto per via di una convinzione diffusa in merito al glutine e agli effetti negativi sulla salute, tra i quali l’aumento di peso. Purtroppo, la mente umana non di rado ha ragione in maniera errata quando si tratta di salute. Un gruppo di ricercatori statunitensi si è chiesto se effettivamente i cibi senza glutine fossero salutari per chi non è affetto da celiachia. Per trovare una risposta hanno messo a confronto 39 prodotti privi di glutine con i loro corrispettivi contenenti il protide.
Hanno messo a confronto il prezzo, l’energia che sono in grado di fornire, le fibre alimentari e gli zuccheri presenti al loro interno. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Plant Foods For Human Nutrition e hanno preso in considerazione prodotti in vendita negli stati uniti.
Più calorie e zucchero e meno nutrienti
Da questa analisi è emerso ciò che alcuni già sapevano bene: oltre ad avere un prezzo maggiore i prodotti senza glutine di solito mediamente contengono meno proteine, più calorie e più zucchero. In poche parole il loro profilo nutrizionale generalmente è peggiore rispetto ai prodotti con glutine.
Non solo, proprio per la necessità di non poter utilizzare alcuni ingredienti, non di rado i cibi senza glutine sono carenti per quel che concerne alcuni nutrienti. L’esempio più importante è dato dalla mancanza di arabinoxilano, una fibra alimentare caratterizzata da moltissimi effetti positivi per la salute, tra i quali quelli di riuscire a regolare il colesterolo e gli zuccheri assorbiti.
Solo questo basterebbe a sottolineare come, molto difficilmente, questa tipologia di alimenti possa essere utile nella perdita di peso. Certo, non sono privi di fibre ma non di rado sono legate a degli pseudocereali come la quinoa e l’amaranto.
Secondo i ricercatori quindi i benefici che molti percepiscono provenienti da questa tipologia di alimento quando non sono affetti da celiachia sono essenzialmente esagerati. La parola chiave è proprio percezione. E sebbene per coloro affetti da celiachia e da intolleranza al glutine siano fondamentali, possono rivelarsi non salutari per chi non ha queste problematiche.