Ansia, stanchezza cronica, apatia, che fare?

Richiesta di Consulto Medico su ansia, stanchezza, apatia, paura
Salve, sono una studentessa di 29 anni. Non so dire bene quando sia iniziata, ho sempre avuto, fin da ragazzina, periodi di sconforto e angoscia, uniti a un costante senso di stanchezza e apatia. Non ricordo traumi particolari, ma solo grossi problemi di autostima perché sovrappeso. Sono andata via di casa per ragioni di studio a 19 anni e la mia carriera universitaria è stata fallimentare soprattutto per la “pigrizia” che mi impediva di rispettare le scadenze. 5 anni fa, dopo tre anni a svolgere un lavoro frustrante, ho ripreso gli studi, con ottimi risultati e la concreta possibilità di continuare, ma il problema continua a persistere. Convivo con il mio compagno, che cerca di sostenermi e aiutarmi e attribuisce tutto alla pigrizia, ai ritmi di vita: ritiene che tutto sia quasi una “scusa” per non fare niente….

 

Stanchezza in primavera

Può sembrare paradossa­le, ma proprio nella sta­gione in cui si celebra il risveglio della natura, molti di noi iniziano a sentirsi sopraffatti dalla stanchezza. E non si tratta semplicemente del piacevole evocato nel proverbio “aprile, dolce dormire”, anzi non di rado il sonno è disturba­to e si sente un diffuso senso di apatia, spossatezza, difficoltà di concentrazione. Certo, le vacan­ze sono ancora lontane, e il peso del lavoro svolto nella brut­ta stagione può iniziare a farsi sentire.

Ma allora perché spesso ci si sente più esausti tra marzo e aprile che a giugno? Il fatto è che ci si trova di fronte a qualcosa di diverso da una nor­male stanchezza: l’organismo deve fare i conti con lo stress in­dotto dal cambiamento stagio­nale. Ha bisogno di tempo, e di qualche attenzione, per adattarsi alla nuova situazione. Il nostro corpo è infatti progettato per es­sere sempre in equilibrio con l’ambiente: così, quando per esempio la temperatura am­bientale cambia, è necessario, proprio come nelle macchine, che esso regoli “il minimo” del suo metabolismo.

Anche se oggi viviamo in un mondo in cui termosifoni e con­dizionatori d’aria hanno dimi­nuito, se non quasi azzerato, l’impatto di questi fattori natu­rali, milioni di anni di evoluzione ci hanno predisposto ad avere una particolare sensibilità per i cambiamenti connessi ai cicli naturali. L’esempio più evidente è offerto dalla luce solare, il cui spettro esatto non è riprodotto da alcun tipo di illuminazione artificiale (almeno tra quelli di uso comu­ne), e che ha significativi riflessi sull’umore. Ogni variazione nel numero di ore di esposizione a questo tipo di luce ha profondi effetti sul sistema ormonale e con ripercussioni su tutto l’organismo.

Meteoropatia: il cielo grigio e i cambiamenti d’umore

Vi è mai capitato di sentirvi giù di morale, stanchi e spossati quando fuori piove ed il cielo è colorato di un grigio cupo?
Quando capita troppo spesso che l’umore cambi e si avvertano dei disturbi fisici per influenza delle condizioni climatiche o il passaggio di stagione, allora si soffre di una vera e propria patologia: la meteoropatia.
Il soggetto meteorosensibile, a causa di fattori costituzionali o acquisiti, ha una particolare predisposizione a contrarre la meteoropatia, sindrome legata alle variazioni meteorologiche.

L’individuo interessato inizia ad avvertire i sintomi già prima che si realizzino i cambiamenti climatici, con un certo anticipo.
Il mutamento climatico deve essere brusco per scatenare la sintomatologia, che di solito ha un’insorgenza acuta e un’altrettanto rapida attenuazione o scomparsa, con il cessare della condizione atmosferica scatenante, o con il realizzarsi della situazione climatica opposta.