Carboidrati: perché non eliminarli completamente

Quando si parla di diete le persone pensano sempre che i carboidrati debbano essere visti come dei nemici indiscussi da combattere in ogni forma e da eliminare dal proprio regime alimentare: niente di più sbagliato, dato che questi sono comunque dei nutrienti utili per il funzionamento dell’organismo.

Cibi che non devono mancare in una dieta dimagrante e perché

Determinati cibi sono considerati dei veri e propri “brucia-grassi” efficacissimi in una dieta dimagrante: alcuni perché hanno effettivamente un’attività termogenica, altri perché contengono un potente mix di  nutrienti efficaci contro l’accumulo di grasso tra cui proteine, fibre e carboidrati complessi che soddisfano piacevolmente l’appetito e aiutano a mantenere il metabolismo attivo 24 ore su 24. Ecco come i singoli nutrienti agiscono sull’organismo in tal senso.

6 falsi miti sull’alimentazione da sfatare

Ecco 6 falsi miti sull’alimentazione da sfatare. E’ incredibile come alcune credenze siano radicate nella mente delle persone portandole talvolta a fare scelte, se non pericolose, potenzialmente inutili per la propria salute.

Tumore al colon, troppi carboidrati fanno male

Troppi carboidrati aumenterebbero i rischi di contrarre il tumore al colon: è quanto emerge da una ricerca dell’Università di Toronto, condotta su alcune cavie di laboratorio e pubblicata poi su Cell, che individua proprio nell’azione dei carboidrati una delle cause più frequenti che provocano la formazione del cancro del colon-retto.

Dieta drastica prima di Natale? Inutile

La dieta prima di Natale? Inutile, stando agli esperti dell’Aigo, l’associazione dei gastroenterologi ospedalieri. Affidarsi ad un regime ipocalorico non indicato da un dietologo prima delle abbuffate natalizie non è utile per evitare i chili di troppo frutto degli eccessi nel periodo delle feste. La perdita di peso è transitoria e non modifica gli effetti di uno stile di vita non salutare nel corso del resto dell’anno.

Dimagrire velocemente mangiando e in salute: ecco i cibi da scegliere

Dimagrire mangiando è possibile, anzi doveroso per rimanere in salute. Un regime alimentare troppo scarno dal punto di vista nutrizionale, ipocalorico è difficile da mantenere a lungo a livello psicologico e fisiologico. Di contro l’obesità va combattuta essendo correlata a numerose patologie come il diabete, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia. Mangiare bene e fare quanta più attività motoria possibile è dunque il segreto, non solo per mantenere il peso forma, ma anche per vivere bene in salute e a lungo. Ma esistono dei cibi capaci di favorire il rapido dimagrimento e la salute? Ne abbiamo parlato con la dottoressa Maria Assunta Coppola, nutrizionista e biotecnologa medico, cercando di descriverli singolarmente.

Le cause dell’aerofagia, la dieta ed altri consigli per evitarne i sintomi

L’aerofagia è un disturbo piuttosto fastidioso che affligge almeno 1 persona su 6 e provoca un eccessivo rigonfiamento a causa dell’aria nella pancia e che si manifesta con flatulenza ed eruttazione. Al primo posto nella lista dei “sospetti” ci sono sicuramente le cattive abitudini alimentari, come il consumo eccessivo di bevande gassate, l’abitudine di mangiare troppo in fretta o ansiosamente, o non masticare bene il cibo.

Dimagrire: non sempre bisogna rinunciare alla pasta

Ci hanno sempre detto che se vogliamo dimagrire dobbiamo rinunciare ai carboidrati, ed i più immediati nella dieta mediterranea sono rappresentati da pane e pasta. Ma per i fans degli spaghetti e dei fusilli ci sono buone notizie: non sempre bisogna fare questi sacrifici.

Una nuova ricerca effettuata dall’Università di Gerusalemme e pubblicata sulla rivista Obesity dimostra come anche chi è a dieta può mangiare la pasta, basta che lo faccia in determinate ore del giorno. La causa è dovuta al metabolismo umano che non è uguale durante l’arco di un’intera giornata, e per questo il fisico può reagire diversamente ai carboidrati assunti all’ora di pranzo o di sera.

Mangiare uova a colazione aiuta a dimagrire

Mangiare uova a colazione riduce la fame e diminuisce il consumo di calorie a pranzo e durante tutta la giornata, secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica Nutrition Research.
Certo questo potrebbe anche non interessarci, dal momento che in Italia non abbiamo certo l’abitudine di iniziare la giornata con pancetta ed uova fritte, ma magari potrebbe interessare sapere, a chi ama le uova e vuole mantenere anche la linea, che le uova non sono da demonizzare nella dieta.
A scoprire il lato dimagrante delle uova è stato un team di ricercatori della University of Connecticut che in uno studio ha verificato come gli uomini che consumavano una colazione a base di uova mangiavano molto meno quando si trovavano davanti ad un pranzo a buffet illimitato rispetto a quando a colazione avevano consumato carboidrati (a parità di calorie).

Gli autori dicono che il loro studio sostiene la ricerca precedente che ha rivelato che il mangiare uova a colazione come parte di una dieta ipocalorica ha aiutato le persone sovrappeso a perdere peso del 65 per cento in più, nonché a farle sentire più energiche rispetto ad una dieta che preveda una colazione a base di carboidrati. Malgrado le calorie restino invariate, e a cambiare sia solo il tipo di alimento consumato a colazione, le uova fanno dimagrire più in fretta perchè aumentano il senso di sazietà e portano meno affamati all’ora di pranzo.

Forma fisica, a colazione più grassi e meno carboidrati

Molte delle ricerche sull’obesità si concentrano su che tipi di alimenti mangiano le persone e in che quantità. Ma un recente studio della University of Alabama suggerisce che anche i tempi possono essere altrettanto importanti quando si tratta di mantenere un peso sano e di evitare la sindrome metabolica.

Pubblicato sull’International Journal of Obesity, lo studio ha esaminato l’influenza esercitata dal tipo di alimenti e dagli orari di assunzione sullo sviluppo delle caratteristiche della sindrome metabolica nei topi. La ricerca ha rivelato che i topi nutriti con un alto contenuto di grassi a colazione mantenevano valori sani, nella norma. Al contrario, i topi che al mattino venivano alimentati con una dieta più ricca di carboidrati, mentre negli altri pasti consumavano più grassi, alla fine della giornata vedevano aumentare il loro peso, l’adiposità, l’intolleranza al glucosio e altri marcatori della sindrome metabolica.

I ricercatori hanno scoperto che l’assunzione di grassi al momento del risveglio sembra attivare il metabolismo dei grassi in maniera molto efficiente e trasforma anche la capacità degli animali di rispondere e metabolizzare diversi tipi di cibo nel corso della giornata. Quando gli animali sono stati nutriti con carboidrati al risveglio, il metabolismo dei carboidrati è rimasto attivo anche quando l’animale stava mangiando  tipi diversi di alimenti nel corso della giornata.

“Sembra che la prima colazione programmi il metabolismo per il resto della giornata,” ha spiegato l’autore principale dello studio, Martin Young, professore associato di medicina presso la UAB Division of Cardiovascular Disease. “Questo studio suggerisce che, se avete mangiato una colazione ricca di carboidrati il metabolismo privilegia l’utilizzo ed il consumo di carboidrati per tutto il resto della giornata, mentre, se si opta per una colazione ricca di grassi, si verifica una sorta di plasticità metabolica per il trasferimento di energia tra l’utilizzo di carboidrati e grassi.”

Contro l’ipertensione basta diminuire i carboidrati

Volete perdere peso ma soffrite di ipertensione? Il primo (ovvio) consiglio che vi viene dato di solto è di tagliare il sale nell’alimentazione, ma non è solo questo il rimedio. Una nuova ricerca americana afferma che i maggiori benefici arrivano dal taglio dei carboidrati. Non tutti ovviamente, ma una riduzione consistente può dare i risultati sperati.

La ricerca deriva dallo studio dei risultati di due ricerche differenti, entrambe pubblicate sugli Archives of Internal Medicine, che riguardavano 150 persone obese o in sovrappeso. Ad un gruppo di essi è stata assegnata una dieta con un bassissimo regime di carboidrati (solo 20 grammi al giorno), composta da cereali integrali, frutta e verdura, confrontata con un’altra con pochi grassi, ma in cui i pazienti assumevano un farmaco anti-obesità, l’orlistat. L’altra parte seguiva la cosiddetta dieta Dash (Dietary Approaches to Stop Hypertension) una dieta mirata a fermare l’ipertensione e migliorare la funzionalità dei vasi sanguigni. Questa dieta assomiglia molto alla dieta mediterranea, e consiste in frutta e verdura, latticini magri, cereali, proteine in quantità moderata e pochi grassi, in special modo saturi.

Diabete di tipo 1: va bene contare i carboidrati, ma non limitiamoci a questo

Tenere sotto controllo i carboidrati può aiutare le persone con il diabete di tipo 1 a controllare la loro glicemia. Ma devono anche essere attenti a non contare solo sui carboidrati, dicono i ricercatori. Il counseling nutrizionale per bambini e ragazzi con diabete di tipo 1 raccomanda spesso di contare i carboidrati. Dal calcolo in grammi di un pasto o uno spuntino, i diabetici possono stare attenti ai livelli di zucchero nel sangue ed adeguare le loro dosi di insulina in modo appropriato.

Ma nel nuovo studio, pubblicato sulla rivista Diabetes Care, i ricercatori hanno scoperto che a volte si pone troppa enfasi sulla quantità di carboidrati a scapito della qualità della dieta. Nelle interviste di 35 persone tra gli 8 e i 21 anni, e dei loro genitori, i ricercatori hanno scoperto che alcuni preferivano alimenti confezionati trasformati a tutti gli altri alimenti, come frutta, cereali integrali e legumi, perché il contenuto di carboidrati era scritto sulle etichette dei prodotti, mentre sui cibi naturali non c’è.