Tumore al polmone, malattia rara se non si fumasse più

Il carcinoma polmonare rappresenta, ancora oggi, la prima causa di morte tumorale ma sarebbe una malattia rara se solo smettessimo di fumare: è quanto si evince The Bridge – Bridging the present and future, convegno che ha riunito al Teatro Franco Parenti di Milano i maggiori esperti di oncologia polmonare italiani ed europei. Il tumore al polmone insomma potrebbe essere di gran lunga meno frequente di oggi.

Radioterapia stereotassica per carcinoma al polmone, pericolosa?

La radioterapia stereotassica utilizzata per la cura del carcinoma al polmone potrebbe rivelarsi pericolosa, aumentando il rischio di mortalità non correlato però al tumore. A rivelare questo dato è uno studio olandese presentato in occasione del 35esimo Congresso della Società Europea di Radioterapia e Oncologia (ESTRO).

Tumore al polmone, Afatinib nuovo farmaco per la cura

C’è un nuovo farmaco per la cura del tumore al polmone: si tratta dell’Afatinib che ha ricevuto la rimborsabilità dalla Agenzia Italiana del Farmaco. Grazie agli studi clinici fino a qui eseguiti si è visto che questo medicinale risulta essere particolarmente indicato per coloro che sono affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule, localmente avanzato o metastatico con mutazione del recettore del fattore di crescita dell’epidermide (EGFR).

Tumore del polmone, in netto aumento tra le donne

Quando pensiamo alla salute delle donne relativamente all’oncologia ci viene subito in mente il cancro al seno, il big killer tra la popolazione femminile. Eppure ci sono altri rischi da non sottovalutare: uno tra questi è il carcinoma polmonare, il secondo per morti dopo quello al seno.

Forse non tutti sanno che le donne sono geneticamente più a rischio degli uomini per lo sviluppo di tumore al polmone, indipendentemente dall’abitudine al fumo.
Per la precisione ne è a conoscenza solo il 7% delle italiane. Sono i dati diffusi da uno studio presentato ieri a Montecitorio, promosso dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da), con il supporto di AstraZeneca, e realizzato da Elma Research su un campione di 600 italiani, tra uomini e donne, di età compresa fra i 25 e i 60 anni.
Pensate che solo il 3% si sente esposta al rischio e solo il 32% è a conoscenza dell’aumento delle morti avvenuto negli ultimi anni nella popolazione femminile.