Dieta a base di carne? Lo dice il DNA

Siamo fatti per seguire una dieta a base di carne? E’ il DNA che decide per noi, rendendo talvolta pericoloso il passare ad una dieta vegana. E’ questo che Tom Brenna, Professore di Nutrizione Umana e di Chimica della Cornell University di New York, sostiene nello studio sul tema pubblicato sulla rivista di settore Molecular Biology and Evolution.

Poca carne non fa male

Poca carne non fa male. Vegetariani o onnivori, la mortalità alla fine è la stessa. Soprattutto se la carne viene mangiata senza esagerare. Non è una novità che le proteine animali siano considerate importanti e che un consumo non eccessivo non porti problemi. E’ una conferma che ci si aspettava.

 

Alzheimer causato anche da cibo spazzatura?

Il rischio di sviluppare l’Alzheimer risiederebbe anche nella carne cotta e nei cibi spazzatura. Tutto è collegabile al nel modo in cui le proteine o i grassi reagiscono con lo zucchero formando gli AGEs, i prodotti finali della glicazione nei cibi che ingeriamo. Lo sostiene uno studio condotto dai ricercatori del Mount Sinai di New York.

Salmonella in un hamburger in un supermercato Billa

Nuovo caso di salmonella. Questa volta è toccato ad un hamburger di tacchino rivenuto in un supermercato nel torinese della catena Billa. I prodotti, sono stati subito sequestrati in seguito alle analisi dell’Istituto Zooprofiliattico di Torino dopo un controllo a campione, che hanno evidenziato la presenza di livelli del batterio superiori ai parametri tollerabili.

Anemia: un aiuto dalla carne selvatica

Secondo i ricercatori della University of California di Berkeley, la carne di animali selvatici ha un effetto positivo sulla nutrizione dei bambini, non solo nella crescita, ma persino per quanto riguarda alcune malattie molto controverse come l’anemia. La questione riapre un dibattito evoluzionista sul fatto che se le antiche popolazioni si nutrivano di carne di ogni tipo, forse il cambiamento della dieta moderna può avere un qualche tipo di effetto sulla salute.

Malattie a trasmissione alimentare, maggiori rischi da carne e verdure

Quest’anno ne abbiamo viste di tutti i colori: dalla mozzarella blu alla ricotta multicolors, al pesto rosso proprio in questi giorni. Molte infezioni, intossicazioni e malattie vengono proprio dal piatto. Che sia per l’eccesso di pesticidi, piuttosto che per la contaminazione da salmonella o per disturbi gastrici provocati dai norovirus, bisogna stare molto attenti a cosa portiamo in tavola.

Un richiamo a regole più ferree sui prodotti che entrano nella catena alimentare viene da un recente rapporto diffuso dal Centers for Disease Control and Prevention degli USA che ha stilato una sorta di classifica dei cibi che trasmettono più malattie, analizzando la relazione esistente tra lo sviluppo di focolai epidemici negli Stati Uniti e il prodotto alimentare scatenante. Ebbene, al primo posto troviamo la carne di pollo, seguita da quella di bovino e dagli ortaggi a foglia.

Cacciagione, fonte proteiche con pochi grassi

Una delle principali occupazioni degli uomini primitivi era la caccia, un mezzo indispensabile per procurarsi il cibo e sopravvivere. Senza andare così lontano, oggi, non c’è bisogno di impugnare il fucile per inserire nella propria dieta la selvaggina e la cacciagione. Le carni di questi animali, infatti, già note da tempo per le loro caratteristiche che le rendono adatte, come si pensava in passato, di rigenerare il sangue ed avere un effetto afrodisiaco.

Piccoli uccelli come quaglie e piccioni possono essere un alternativa alle solite carni ed un’idea da inserire nel regime alimentare dato che sono ricche di proteine dall’ alto valore biologico e povere di grassi e calorie. Inoltre, non sono così difficili da cucinare e seguendo alcune indicazioni possono essere preparate senza difficoltà anche ogni giorno.