Epidemia di Escherichia coli: nemmeno la soia è responsabile del contagio

E sono due: dopo i cetrioli, ora è la soia la vittima dell’imprudenza di alcuni ricercatori che avevano indicato nei suoi germogli il vettore del contagio. L’Istituto di Ricerca Sanitaria che sta effettuando le indagini, il quale ha ammesso di non aver ancora concluso completamente la sua ricerca, ha spiegato che tende ad escludere il coinvolgimento della soia.

Dei 40 campioni prelevati dall’azienda della Bassa Sassonia ritenuta responsabile del contagio, 23 ne sono stati analizzati, e finora nemmeno uno è risultato positivo al batterio dell’Escherichia coli del ceppo 0104:H4. E così anche l’azienda, che si è sempre dichiarata estranea al contagio in quanto non ha animali nei suoi campi e non usa concimi di origine animale, potrà ora chiedere i rimborsi.

Epidemia di Escherichia coli, il contagio forse dalla soia

Dopo l’esperienza avuta con i cetrioli spagnoli, forse è il caso di andare con i piedi di piombo quando c’è da indicare un colpevole del contagio di Escherichia coli enteroemorragica, ma pare che sia stato scoperto il reale vettore del contagio: la soia.

O per essere più precisi, i germogli dei semi di soia. Ad annunciare la scoperta al mondo è il Ministro dell’Agricoltura della Bassa Sassonia, Gert Lindemann, in una conferenza stampa tenutasi ad Hannover. Qui il Ministro ha spiegato che la task force tedesca ha individuato nella provincia di Uelzen, tra Amburgo e Hannover, una cooperativa biologica che ha prodotto e distribuito, in cinque Stati federali tedeschi, i germogli da consumare crudi. Quindi gli spagnoli non c’entrerebbero nulla, i tedeschi il batterio killer se lo sono prodotto e consumato da soli.

Epidemia di Escherichia coli: contagi persino negli Stati Uniti

Si allarga a macchia d’olio l’epidemia di Escherichia coli, e come ogni epidemia che si rispetti, esce non solo dalla Germania, ma persino dall’Europa. Ieri infatti sono stati segnalati due casi accertati negli Stati Uniti in due persone che, di recente, erano state nel Paese tedesco.

I contagi aumentano più rapidamente rispetto ai giorni scorsi, e così in solo 24 ore ne sono stati registrati altri 200, con un decesso, una donna tedesca di 84 anni. Per questo, mentre l’Europa comincia a prendere provvedimenti, la Russia decide di fare la voce grossa e blocca qualsiasi importazione di verdura dall’Europa, anche se gli ultimi studi affermano che forse la verdura non c’entra nulla.

Epidemia di Escherichia coli: i cetrioli non c’entrano

Allarme rientrato, i cetrioli non sono la causa dell’epidemia di Escherichia coli. Ad annunciarlo è l’Istituto di Amburgo che proprio la settimana scorsa aveva indicato questi ortaggi come il principale vettore del contagio. Secondo il Ministro della Sanità della Città-Stato Cornelia Pruefer-Storcks, i batteri trovati nelle analisi sui cetrioli spagnoli sarebbero diversi dagli Ehec, l’Escherichia coli enteroemorragica che avrebbe causato la morte di 16 persone, ma si tratterebbe di una diversa specie, l’E. Coli Vtec O104.

A dir la verità le analisi non sono complete, ma quelle effettuate finora sia sui cetrioli spagnoli che su quelli olandesi sono risultate sempre negative. Intanto, secondo l’European Centre of Disease Control and Prevention, finora i casi accertati di contagio dall’Escherichia coli avvenuti al di fuori della Germania risultano soltanto in persone che avevano viaggiato, nei giorni precedenti, nelle regioni tedesche colpite.

Epidemia di Escherichia coli, 10 vittime e diffusione in mezza Europa

Il cosiddetto “batterio killer” comincia a farsi preoccupante dato che ha raggiunto diversi Paesi europei. Secondo le ultime stime infatti sarebbero stati registrati almeno 25 casi in Svezia, 7 in Danimarca, ed alcuni anche in Gran Bretagna, Austria, Svizzera, Olanda e Repubblica Ceca, oltre che in Germania, mentre l’allarme è stato lanciato anche in Ungheria e Lussemburgo in quanto il Ministero dell’Agricoltura tedesco ha ammesso che alcune partite di cetrioli sono state vendute anche in quelle zone.

Le vittime intanto sono salite a 10, con il numero dei contagiati ormai difficilmente calcolabile, ma che sicuramente ha superato il migliaio di persone, secondo il centro europeo per la prevenzione e il controllo, il quale ha anche garantito che finora l’Italia è esente dal contagio.

Epidemia di Escherichia coli, la situazione in Italia

Cominciamo con il tranquillizzare tutti: in Italia non si sono registrati casi di Ehec, la forma di Escherichia coli che ha causato il ricovero di circa 1000 persone in Germania ed il decesso di 6 pazienti. E allo stato attuale sembra anche difficile un contagio nel nostro Paese, anche se le autorità sanitarie preferiscono non escludere nessuna possibilità.

La situazione dell’epidemia vede segnalazioni in altri 6 Paesi dell’Unione Europea, oltre alla Germania. Ci sono infatti anche Svezia, Danimarca, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Austria e Svizzera, ma qui c’è il primo interrogativo, stranamente non c’è la Spagna. Eppure i cetrioli “incriminati”, quelli che si diceva potessero essere i vettori del batterio killer, sono partiti proprio da lì.

Epidemia di Escherichia coli, la causa potrebbe essere nei cetrioli spagnoli

E’ stato forse individuato il vettore che ha portato all’epidemia in Germania di Escherichia coli, la quale ha già fatto 4 vittime. Potrebbe trattarsi di una partita di cetrioli provenienti dalla Spagna, ma che oltre a contagiare la Germania in maniera preoccupante, potrebbe aver raggiunto anche la Svezia, la Gran Bretagna e i Paesi Bassi.

Denominato, forse un po’ troppo tragicamente, batterio killer, l’E. coli è stato identificato dall’Istituto di Igiene di Amburgo in questi cetrioli, e l’annuncio è stato fatto direttamente dal Ministero della Salute, insieme agli ultimi dati sulla diffusione. L’epidemia infatti non riguarda più soltanto il Nord del Paese, ma si è estesa in altre Regioni, arrivando a coinvolgere 600 persone, di cui se ne contano almeno 140 in condizioni gravi.

Cetrioli contro fibromialgia e sindrome da stanchezza cronica

Siamo ciò che mangiamo. Mai verità fu più assodata. L’alimentazione influisce non solo sul nostro benessere psicofisico generale, ma a volte può essere un valido alleato per prevenire o alleviare i sintomi di numerose patologie. Chi consuma cibi sani, genuini, e ancor più chi segue la dieta mediterranea, ha meno probabilità di ammalarsi. Questo è quanto afferma da anni la ricerca che studia la relazione tra alimentazione e salute.

Oggi parliamo dei cetrioli e del loro apporto contro due patologie. Nel tentativo di usare la nostra dieta per contribuire ad alleviare i sintomi della fibromialgia e la sindrome da stanchezza cronica, stando a quanto affermano i nutrizionisti, non dobbiamo trascurare il consumo di cetrioli.