Isterectomia con robot Da Vinci, “a lezione” con l’Ospedale di Pisa

Negli ultimi anni la chirurgia robotica ha fatto passi da gigante. E’ il caso dell’Ospedale di Pisa, che l’anno scorso, operando una paziente affetta da tumore dell’endometrio attraverso l’ombelico, con il robot Da Vinci, ha messo a segno un primato mondiale. L’isterectomia robotica, denominata “single port” (singola via d’accesso) è stata riproposta in streaming durante il Congresso della Sergs, Società europea di chirurgia robotica ginecologica, che è in programma a Marsiglia da oggi sino al 15 giugno.

Chirurgia robotica, a Grosseto 2 interventi su fegato ed esofago

Nei giorni scorsi, all’ospedale Misericordia di Grosseto, sono stati eseguiti 2 interventi all’avanguardia sul fegato e sull’esofago dal dottor Andrea Coratti, direttore dell’Area Chirurgica, e dalla sua équipe grazie alla chirurgia robotica. Di solito, queste operazioni chirurgiche vengono eseguite con la tecnica tradizionale, molto più invasiva e con maggiori rischi di complicanze post operatorie, degenza più lunga e un recupero più lento delle condizioni di normalità.

Cistifellea, in arrivo una nuova tecnica chirugica

La chirurgia robotica apre una nuova strada per la rimozione della cistifellea, detta anche colecisti, attraverso una semplice incisione dell’ombelico. La tecnica innovativa è opera di Santiago Horgan, un esperto di Chirurgia Robotica. L’intervento è semplice e veloce, dura, infatti, solo 1 ora. Inoltre, il paziente può tornare a casa dopo sole 5 ore.

Primo intervento al cuore con robot “Da Vinci” al Campus Bio-Medico di Roma

Proprio ieri, è stato eseguito con successo il primo intervento al cuore dal professor Francesco Musumeci con l’ausilio del robot “Da Vinci”, dando il via all’attività del nuovo Centro di Cardiochirurgia Robotica del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, realizzato in collaborazione con l’Ospedale San Camillo di Roma e il Lenox Hill Hospital di New York.

Trapianto di pancreas: col robot Da Vinci è la prima volta al mondo

Un trapianto di pancreas eseguito per la prima volta al mondo con l’ausilio del robot Da Vinci. E’ accaduto a Pisa ed è servito per salvare la vita ad una donna di 43 anni, affetta da diabete giovanile (o diabete di tipo 1). In genere l’intervento tradizionale è molto rischioso perché altamente invasivo: dura tra le 4 e le 5 ore e si effettua attraverso un taglio lungo tutto l’addome. Questo tipo di  trapianto comporta molti rischi, anche per la fragilità del paziente che vi si sottopone, provato dal diabete. Nel 50% dei casi purtroppo si assiste a serie complicanze post operatorie.

La signora sottoposta all’intervento in questione è stata dimessa già da qualche giorno, dopo un mese di normale decorso post chirurgico. I rischi peggiori sembrano dunque essere finalmente scongiurati utilizzando Da Vinci. Ma come? Il robot rappresenta l’ultima generazione della chirurgia mininvasiva e laparoscopica. Grazie al suo utilizzo l’operazione è durata tre ore ed è stata caratterizzata da piccoli buchi sull’addome (tipici della laparoscopia e necessari al passaggio degli strumenti) e da un taglio di soli 7 centimetri attraverso cui far passare il nuovo organo (un pancreas prelevato da donatore cadavere).

Robot chirurgo, il futuro della chirurgia in scena a Roma con i casi più difficili

Operare i casi più difficili con il supporto della chirurgia robotica. Oggi si può. Lo hanno fatto a Roma i migliori esperti del settore nell’ambito della tre giorni conclusasi ieri e dedicata al settimo congresso europeo di laparoscopia e chirurgia robotica, presieduto dal professor Vito Pansadoro.

Specialisti provenienti da tutto il mondo hanno mostrato le tecniche migliori per utilizzare i robot chirurgo, effettuando diciotto difficilissimi interventi. Interventi che senza l’apporto del robot chirurgo sarebbero davvero inimmaginabili: la chirurgia robotica amplifica la precisione del braccio umano, garantendo risultati che rasentano la perfezione e riducendo i rischi di imprecisioni e complicazioni sotto i ferri.

I chirurghi tra un po’ si eserciteranno con la Wii

La popolare console Nintendo Wii offre videogiochi che permettono anche di fare esercizio fisico. Ora gli scienziati stanno prendendo ulteriormente in considerazione questa console perché addirittura, secondo alcuni, potrebbe aiutare a guarire da alcuni tipi di patologie.

La chiave dietro la Wii è il suo controller sensibile al movimento, il Wii Remote, o il “Wiimote“, con cui i giocatori controllano le azioni sullo schermo. Essi possono oscillare il controller per simulare innumerevoli operazioni realistiche, come il movimento di una mazza da baseball o il pugilato.

Giocare con la Wii potrebbe aiutare i chirurghi a migliorare la loro formazione nelle abilità motorie e le prestazioni in un simulatore chirurgico. Otto allievi sono stati invitati a giocare alla Wii per un’ora prima di eseguire la chirurgia laparoscopica virtuale con uno strumento che simula il corpo di un paziente e traccia i movimenti del chirurgo. Colore che avevano giocato in precedenza hanno ottenuto un punteggio più elevato, cioè avevano lavorato più velocemente e in modo più accurato, del 48% rispetto agli altri che non si erano “riscaldati” con la Wii.

Cresce la chirurgia robotica, l’Italia è seconda al mondo

Passi da gigante in sala operatoria, anzi “passi da robot”. Alcuni difficili interventi di chirurgia pelvica, come la riapertura delle tube, ma anche l’asportazione di tumori ginecologici come quello dell’utero si possono oggi effettuare con la chirurgia robotica. La Robotic Assisted Surgery consente all’operatore di praticare un intervento chirurgico manovrando a distanza un robot non completamente autonomo ma capace di eseguire manovre comandate. È una tecnica entrata in uso recentemente, sia pure in centri selezionati, e rappresenta un ulteriore passo nell’ambito della chirurgia mini-invasiva. Il chirurgo è distante fisicamente dal campo operatorio e siede ad una consolle dotata di un monitor dalla quale, attraverso un sistema complesso, comanda il movimento dei bracci robotici.