Alzheimer, ultrasuoni per fare tornare la memoria?

Una nuova speranza per i malati di Alzheimer arriva dall’Australia dove un gruppo di scienziati starebbe studiando a fondo la correlazione tra questa malattia e gli effetti benefici degli ultrasuoni sulle placche amiloidi che compromettono la funzionalità dei neuroni e la determinano.

Alzheimer, curare la cataratta rallenta la demenza

Curare la cataratta rallenta il progredire della demenza nei pazienti malati di Alzheimer, migliorando sia la loro vita che quella dei loro caregiver. Lo sostiene uno studio condotto dagli scienziati della Case Western Reserve University in collaborazione con quelli dell’University
Hospitals Case Medical Center e del MetroHealth Medical Center di Cleveland.

Alzheimer, anti-diabetici una valida terapia?

Curare l’Alzheimer attraverso un farmaco anti-diabete. Sembra essere più che una speranza quella che si apre davanti ai malati di questa patologia visto che il medicinale è già esistente e grazie ad una ricerca tedesca si potranno studiare in modo serio gli effetti e le controindicazioni dello stesso.

Alzheimer, recuperare memoria con impulsi di luce?

Recuperare la memoria dei malati di Alzheimer attraverso degli impulsi luminosi? Sembra fantascienza, eppure uno studio pubblicato sulla rivista di settore Nature ci racconta che l’Università di San Diego avrebbe capito come riattivare o spegnere ricordi su modello animale attraverso un raggio di luce.

Alzheimer, magnesio cura efficace?

Il magnesio come possibile cura per l’Alzheimer? Questo ancora non si può affermare con certezza. Ma che faccia bene al nostro cervello ed alla nostra salute mentale sembra essere stato assodato dai ricercatori cinesi del Tsinghua-Peking Center for Life Sciences, della scuola di medicina della Tsinghua University.

XX Giornata Mondiale Alzheimer 21 settembre 2013

Il 21 settembre si celebra la XX Giornata Mondiale dell’Alzheimer, una malattia neurodegenerativa tra le più invalidanti, che colpisce prevalentemente gli anziani (over 65 anni), ma può colpire anche a 30, 40 e 50 anni. In Italia ne soffrono circa 500mila persone, nel mondo 18 milioni, tuttavia ci sono ancora poche possibilità di trattamento, per lo più limitate alla sintomatologia.

Alzheimer: cura nascosta nell’intestino?

La cura per l’Alzheimer nascosta nell’intestino? Potrebbe essere. Secondo i ricercatori del Dipartimento del Farmaco dell’Istituto Superiore di Sanità, del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie e del Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche dell’Università di Bologna il legame tra cervello ed intestino è più stretto di ciò che si pensa.

Alzheimer, combatterlo con vaccino alle immunoglobuline

L’Alzheimer è una delle malattie neurodegenerative più gravi che possono colpire l’essere umano. La medicina è alla continua ricerca di una cura definitiva per questa patologia e di metodi in grado di fermarne la progressione. Uno studio condotto dai ricercatori del Mount Sinai School of Medicine di New York ci mostra come un “vaccino” a base d’immunoglobuline possa essere considerato efficace nel prevenire la malattia.

Alzheimer, una speranza dalla molecola del buonumore

L’Alzheimer è una malattia neurodegenerativa attualmente senza cura. La ricerca è focalizzata sul tema nella speranza di poter trovare presto una terapia efficace contro la sua evoluzione. Ora uno studio coordinato dall’Università di Roma “La Sapienza” ha notato come la S- adenosilmetionina, nota per i suoi effetti antidepressivi, possa rallentare gli effetti della malattia sui neuroni, le cellule cerebrali.

Malattie neurologiche: nuovi progressi scientifici

Le malattie neurologiche potrebbero trovarsi a un bivio. Al Tigem di Napoli (L’Istituto Telethon di Genetica e Medicine) i nuovi progressi scientifici hanno portato alla scoperta del meccanismo cellulare, che consente attraverso i lisosomi, di smaltire le molecole tossiche del nostro organismo. La corea di Huntington, il morbo di Parkinson e il morbo di Alzheimer sono alcune delle malattie che rientrano nell’ambito di questo nuovo studio e che potrebbero dare risposte positive a queste gravi patologie neurologiche. L’interessante scoperta porta la firma di un professore di genetica italiano, Andrea Ballabio (direttore dell’Istituto Tigem e professore di Genetica Medica presso l’Università “Federico II” di Napoli), che per la prima volta ha dimostrato che il meccanismo deputato allo smaltimento dei “rifiuti tossici” del nostro organismo è coordinato da una sorta di “cabina di regia”.