Depressione e ambiente

Quanto sono legati depressione e ambiente? Molto, stando a quanto affermano due studi, coordinati dall’ISS e pubblicati sulle riviste Molecular Psychiatry e Translational Psychiatry, che dimostrano come l’ambiente svolga un ruolo fondamentale nell’efficacia dei farmaci antidepressivi.

Depressione ereditaria, ma solo da madre a figlia

La depressione è ereditaria? Sì, ma solo da madre a figlia: è il risultato di uno studio condotto dalla University of California di San Francisco e pubblicato sul Journal of Neuroscience che sottolinea di come madri che hanno sofferto di questo disturbo siano in grado di lasciare in dotazione alle figlie un insieme di variabili che le rendono più soggette ad essere colpite da depressione.

Calciatori, ricchi ma depressi


Calciatori ricchi ma depressi: sembra quasi una eresia, perché molto spesso si pensa che essere famosi e pieni di soldi sia il viatico migliore verso una vita piena e felice ma non è sempre così e il recente suicidio di Andreas Biermann, calciatore tedesco di appena trentantré anni che si è tolto la vita dopo anni a combattere contro quello che spesso viene definito male oscuro, ne è l’esempio più lampante.

Depressione, ketamina confermata alleata nella cura?

La ketamina alleata contro la depressione? Solo in piccole dosi. Lo sostiene  e conferma uno studio condotto dall’Oxford Health NHS Foundation Trust e dall’Università di Oxford e pubblicato su Journal of Psychopharmacology. Ma attenzione, non dimentichiamo la pericolosità di questa sostanza.

Se la depressione dipende da maltrattamenti subiti nell’infanzia è più difficile da curare

La depressione può dipendere da maltrattamenti subiti nell’infanzia ed in questi casi è più difficile da curare. E’ la conclusione a cui sono giunti alcuni ricercatori guidati da Andrea Danese dell’Istituto di Psichiatria del King College di Londra, che hanno analizzato i dati retrospettivi di 26 diversi studi sulla depressione per un totale di circa 23.000 pazienti. Dalle verifiche è emerso che le persone che avevano subito una qualche forma di maltrattamento o stress nell’infanzia avevano sviluppato il doppio dei casi di depressione persistente, rispetto a coloro che invece erano cresciuti in serenità.

Depressione: arriva macchinario in grado di predire la reazione ai farmaci

La depressione è una delle malattie più complicate da trattare. In molti casi è difficile da individuare, in altri, una volta individuata, non la si riconosce nemmeno come una patologia. E come spesso accade in periodi di confusione, ogni medico la cura come meglio crede. Spesso accade che i medici arrivino a prescrivere un farmaco specifico e pensano di aver risolto il problema.

Utilizzare gli antidepressivi fa stare più tranquilli i familiari, anche se il farmaco dato al paziente non è adatto per lui. Non per tutte le persone infatti questi composti chimici vanno bene. C’è chi reagisce male solo dal punto di vista psicologico, chi invece ha una sorta di rigetto fisico. Fortunatamente, i giorni di prove, errori e congetture in questo particolare settore potrebbero star volgendo al termine.

Un nuovo test medico, chiamato test biomarker, sembra aiutare a predire la risposta di un paziente a un antidepressivo specifico. Il test non è invasivo, indolore e veloce, e richiede solo circa 15 minuti. Sei elettrodi (che misurano l’attività del cervello) sono collocati sulla fronte e sui lobi delle orecchie (non fanno male, sono solo dispositivi di misurazione), e  misurano così tanti parametri che nemmeno il miglior medico al mondo potrebbe predire.