Depressione, non ne esiste un solo tipo

Siamo abituati a parlare di depressione in senso lato, come di una forma di melanconia che colpisce alcune persone all’improvviso o con gradualità per poi scomparire così come è venuta. Nulla di più sbagliato: è una malattia seria, anzi non una sola, perché ne esistono più tipi, diversi per cause, evoluzione ed intensità anche da individuo ad individuo. Cos’è dunque la depressione?

 

Mamme a casa sei ore dopo il parto anche in Italia

Mamme a casa sei ore dopo il parto anche in Italia. E’ questa la proposta fatta per riformare il sistema sanitario nazionale e la sperimentazione attualmente in atto presso l’ospedale Torregalli di Firenze. In un simile protocollo vi sono dei vantaggi indubbi ma anche alcune problematiche. Ragioniamoci insieme.

Calano i casi di mortalità materna in Italia

La mortalità materna è in Italia un evento molto raro. L’Istituto superiore di Sanità è intenzionato ad eradicare totalmente il problema, grazie alla messa a punto di linee guida in grado di indicare ai sanitari i giusti passi da intraprendere in ogni situazione.

Depressione post partum, progetto di cura e assistenza

In Lombardia è appena partito un progetto di ricerca indipendente finanziato dalla Regione con lo scopo di creare un percorso di assistenza e cura per le donne che soffrono di depressione o ansia in gravidanza e nel post partum. Un disturbo più diffuso di quanto si pensi e che riguarda circa il 16% delle popolazione femminile.

Depressione in gravidanza e post partum, che fare?

A Smile for Moms” , “Un sorriso per le mamme” è il nuovo progetto di ONDa dedicato alla depressione in gravidanza e alla depressione post partum, i cui contenuti e obiettivi sono stati presentati ieri a Milano. Molte di noi mamme abbiamo provato queste sensazioni che per molte sono passate col tempo, ma non per tutte purtroppo. Uno studio condotto in Lombardia su 367 donne in epoca perinatale tra il 2008 ed il 2011 ha individuato con chiarezza i fattori di rischio su cui è possibile e doveroso lavorare. Quali?

Depressione post partum e omega 3: c’è correlazione?

La depressione post partum è una condizione più  diffusa di quello che si possa pensare nelle donne che hanno dato alla luce un bambino.  La ricerca è ancora impegnata nella comprensione delle cause e quasi sempre questa malattia viene tenuta sotto controllo attraverso degli psicofarmaci, che possono rivelarsi deleteri per la salute. E se bastasse, per migliorare la situazione, equilibrare il consumo di omega 3?

Depressione post partum: colpisce anche gli uomini

Quando una donna partorisce il proprio bambino, una delle paure più grandi legate all’evento è quello che possa incorrere nello sviluppo della depressione post partum per il fisiologico senso di inadeguatezza che spesso si presenta. Ma davvero in pochi hanno mai studiato a fondo il presentarsi di questa patologia negli uomini. Fino ad ora.

Depressione post partum, tra linee guida e mancanza di centri specializzati

La depressione post partum: forse una delle patologie meno comprese dalla società. Perché quando si parla di un bambino è normale pensare che possa essere solo sinonimo di gioia, e che la maternità debba essere considerata il periodo più bello della vita di una donna. Per molte donne non è così, o meglio, smette di esserlo talvolta dopo la nascita del bambino. Cerchiamo di andare a fondo della questione parlando delle linee guida in via di diffusione da parte dell’Onda, l’osservatorio nazionale sulla salute della donna.

Depressione o tristezza? Capire i sintomi di un disturbo psichiatrico

Fino a qualche tempo fa si parlava di depressione con molta leggerezza: “vedrai che poi passa da sola; è una persona svogliata; si tratta solo di stanchezza”, queste le frasi che venivano utlizzate in relazione a sintomi depressivi. Ma come capire se si tratta veramente di un disturbo psichiatrico, da curare o di pura tristezza e melanconia passeggere? Come capire quando è necessario rivolgersi ad uno specialista per una terapia? Come spesso facciamo in questi casi, partiamo da una definizione del termine.

Depressione post-partum

Depressione post-partum

La depressione post-partum è una forma di depressione da moderata a grave in una donna dopo il parto. Può accadere, subito dopo il parto o fino ad un anno dopo. La maggior parte delle volte, si verifica entro le prime 4 settimane dopo il parto.

CAUSE: Cambiamenti di umore attesi: le donne hanno in genere alterazioni dell’umore durante la gravidanza. Essi sono causati da cambiamenti nei livelli ormonali. Molti sono normali e anche prevedibili, dato che avere un bambino può portare a cambiamenti dello stile di vita. Il sostegno da parte della famiglia e degli amici può aiutare.

Depressione in gravidanza, fa male anche al bambino

I bambini nati da madri depresse durante la gravidanza hanno più alti livelli di ormoni dello stress, diminuzione del tono muscolare e altre differenze neurologiche e comportamentali scoperte in un nuovo studio americano.

Le due possibilità sono che [i bambini] siano sia più sensibili allo stress e rispondono più energicamente ad esso, o che siano meno in grado di arrestare la loro risposta allo stress

ha sintetizzato la ricercatrice Dr.ssa Delia M. Vazquez, docente di psichiatria e pediatria presso l’Università del Michigan School of Medicine. Lei e i suoi colleghi hanno esaminato l’associazione tra la depressione nelle donne in gravidanza e lo sviluppo del sistema neuroendocrino nei bambini, quello che controlla la risposta allo stress del corpo, ma anche l’umore e le emozioni.

Depressione post partum, in Italia colpisce 90mila donne

Le istituzioni prendono finalmente sul serio la depressione post partum, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio e del Ministero della Salute a favore dell’iniziativa dell’O.N.Da, l’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, denominata A smile for Moms, Un sorriso per le mamme.

Mamme che dovrebbero poter godere della gioia di un momento così bello come la maternità, ma il cui viso è oscurato spesso da un’ombra. Il buio della depressione post partum, stando ai dati diffusi dall’O.N.Da, avvolge ben 90mila donne italiane, ma solo il 50% dei casi viene diagnosticato e curato.