Depressione in gravidanza e post partum, che fare?

di Cinzia Iannaccio 0

A Smile for Moms” , “Un sorriso per le mamme” è il nuovo progetto di ONDa dedicato alla depressione in gravidanza e alla depressione post partum, i cui contenuti e obiettivi sono stati presentati ieri a Milano. Molte di noi mamme abbiamo provato queste sensazioni che per molte sono passate col tempo, ma non per tutte purtroppo. Uno studio condotto in Lombardia su 367 donne in epoca perinatale tra il 2008 ed il 2011 ha individuato con chiarezza i fattori di rischio su cui è possibile e doveroso lavorare. Quali?

Depressione post partum ed in gravidanza: i fattori di rischio

Alla base della depressione perinatale c’è sicuramente la questione ormonale, ma non per questo bisogna essere superficiali. Purtroppo abitualmente le donne incinte o che hanno appena partorito, che si sentono tristi ed ansiose non vengono adeguatamente comprese e seguite.

“E’ normale, sono gli ormoni, vedrai che tutto passa”:

sono queste le frasi più comuni che ci si sente rispondere se si chiede aiuto. Eppure se questi disturbi non vengono presi sul serio, se la donna incinta e soprattutto la puerpera non viene supportata, tutto si può trasformare in una depressione seria e cronica. Proprio la mancanza del supporto della famiglia, del partner, degli amici, è risultato essere uno dei fattori più incidenti in caso di depressione in gravidanza e post partum. In tutto insieme ad altri aspetti: una lieve depressione o stato d’ansia  latente e/o pregresso, l’aspetto lavorativo (ancora troppe le donne discriminate sul lavoro per la gravidanza), e di recente la crisi economica. E’ chiaro che la depressione negli ultimi mesi ha avuto un picco d’incidenza generale, causata dalla perdita del lavoro e dalle incertezze sul futuro. Vale per tutti, ma chiaramente a maggior ragione per le donne che stanno per mettere al mondo un figlio.

Depressione post partum ed in gravidanza, l’iniziativa ONDa

Ma allora che fare? Di certo non si possono risolvere queste problematiche con una bacchetta magica, ma di sicuro si può lavorare sugli altri fronti: è qui che entra in ballo il vasto progetto “A Smile for Moms”, promosso dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da), con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Salute e con il contributo non condizionato di Pfizer Italia.  6 strutture d’eccellenza  partecipano all’iniziativa, su tutto il territorio nazionale: si occuperanno di approfondire la ricerca scientifica in tema, ma soprattutto di offrire aiuto, ascolto, supporto alle donne in difficoltà e strumenti innovativi a medici, ostetrici, e quanti si occupano di donne in stato interessante, per effettuare una diagnosi precoce, capire la sintomatologia latente. Le donne colpite da questi disturbi del tono dell’umore, se curate e seguite a livello di prevenzione, riescono a guarire nel 90% dei casi. In tutto le donne colpite da depressione perinatale in Italia sembrano essere tra le 55.000 e le 80.000. E dico “sembrano” perché una tale disparità è indicativa di quanta sofferenza sommersa effettivamente ci sia. Anche in famiglia però qualcosa si può fare, sostenendo chi è in difficoltà, senza banalizzare. E’ una questione di cambiamento culturale, per cui l’informazione non basta mai. Nel progetto di ONDa, anche un nuovo sito internet dedicato, con tutte le indicazioni. Prevenire è meglio che curare anche per le spese del SSN, vista la crisi economica e della sanità pubblica. Non trovate?

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