Emofilia grave, come curarla?

Come curare i casi più gravi di emofilia? Questa malattia del sangue può contare su diversi trattamenti per essere approcciata ma per raggiungere risultati ottimali è necessario trovare la giusta chiave d’accesso all’organismo. In circa il 30% dei pazienti si sviluppano infatti degli anticorpi che rendono inutilizzabili le terapie più diffuse.

Giornata Mondiale dell’emofilia, il 17 aprile 2012

Il 17 aprile 2012 si celebra la Giornata Mondiale dell’Emofilia, una patologia rara di carattere ereditario che comporta un’insufficienza nella coagulazione del sangue. Lo scopo è di promuovere lo stesso livello di trattamento e l’accesso ai farmaci per tutti i pazienti, a prescindere dalla loro posizione geografica. Per l’occasione, la Federazione delle Associazioni Emofilici (FedEmo) affronterà il delicato tema delle cure mediche.

L’ematoma: un’emorragia dentro il corpo

L’ematoma è una raccolta di sangue in seno ai tessuti che da essa vengono dissociati e distesi. La causa più frequente è un trauma così forte da rompere i vasi sottocutanei. Possono essere causa anche meccanismi non traumatici: processi degenerativi dei vasi (arteriosclerosi); rottura di aneurismi, legata o meno a crisi ipertensive, patologie del sangue. Nell’ematoma sottocutaneo traumatico, il cosiddetto livido, l’emorragia viene presto delimitata dalla reazione dei tessuti circostanti, che tendono alla riparazione della lesione.

 Il sangue dell’ematoma va di solito incontro a coagulazione, mentre in superficie si assiste, nell’arco di alcuni giorni, ad una variazione di colore di tipo ecchimotico della cute sovrastante l’ematoma, dal rosso scuro al blu violaceo al giallo-verdastro. Stefano ha 12 anni e la mamma lo accompagna allarmata in studio perché, cadendo dalla bicicletta, ha battuto la testa; il fatto è successo da circa un quarto d’ora e, nonostante la mamma abbia subito giustamente applicato una borsa del ghiaccio, è comparso un vistosissimo ematoma in sede fronto-parietale.