I grassi insaturi danneggiano gli spermatozoi?

Mangiate troppi grassi insaturi? A farne le spese potrebbe non essere solo il vostro punto vita, ma anche i vostri spermatozoi. Evitare le grandi abbuffate, il messaggio è rivolto agli uomini, e soprattutto il cibo spazzatura potrebbe portare miglioramenti nella vostra fertilità.

Arachidi: in piccole dosi sono un “toccasana”

Anche se, a prima vista può sembrare strano, le arachidi, le famose noccioline americane, sono nella lista dei cibi più salutari. Questi “semi” sono, tra l’altro, un componente importante dell’alimentazione umana perchè, oltre che per essere mangiate così, magari spesso offerte come aperitivo, vengono impiegati anche per realizzare l’olio o ridotte in pasta per il saporito burro d’arachidi, apprezzato sopratutto Oltreoceano.

Una recente ricerca ha fornito dei risultati interessanti: le gustose noccioline, se assunte in maniera moderata, sono un toccasana per la salute grazie alle loro proprietà. Una riserva di minerali, antiossidanti e vitamine, in cambio però di qualche caloria in più. Tuttavia, se inserite in maniera controllata nel regime alimentare, sgranocchiare arachidi potrà aiutare anche a prevenire qualche importante patologia.

Grassi monoinsaturi per i diabetici, non solo carboidrati

Una dieta ad alto contenuto di grassi monoinsaturi (Mufa) e con restrizione energetica si è rivelata, nelle persone con diabete di tipo 2, altrettanto efficace rispetto a quella con pochi grassi e molti carboidrati, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Diabetes Care. Scrivono Bonnie Brehm e colleghi dell’Università di Cincinnati, in Ohio

«La terapia nutrizionale è una componente importante della gestione del diabete, ma ci sono pochi studi clinici controllati su cui basare le raccomandazioni. La prescrizione di ridurre l’apporto di grassi saturi e colesterolo con l’obiettivo di far scendere il livello di lipidi nel plasma è stata quasi universale per i diabetici e per le persone a rischio di svilupparlo. C’è stata controversia sull’opportunità di sostituire i grassi saturi con carboidrati o con grassi monoinsaturi, giacché alcune evidenze segnalavano che i regimi Mufa potrebbero essere più sani di quelli a basso contenuto di grassi e alto tenore di carboidrati»

La dieta mediterranea. I benefici di un’antica tradizione

Piuttosto che una dieta comunemente intesa, la cosiddetta dieta mediterranea è un regime alimentare che si caratterizza come vero e proprio stile di vita. Con questo nome si fa riferimento ai regimi alimentari caratteristici, pur con accentuate diversità locali, dei paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo (in particolare Italia, Spagna, Grecia e Francia meridionale).

Fu il nutrizionista americano Ancel Keys a intuire per primo che la bassa incidenza di mortalità per patologie cardiovascolari nell’area mediterranea fosse da attribuirsi alle caratteristiche dell’alimentazione di questi popoli, diede quindi vita a uno studio epidemiologico, il Seven Countries Study che dimostrò, mettendo a confronto i regimi alimentari di sette differenti paesi (Finlandia, Giappone, Italia, Grecia, Stati Uniti, Olanda e Jugoslavia), che dimostrò come nei paesi affacciati sull’area mediterranea è più basso il tasso di mortalità per cardiopatie grazie all’alimentazione che prevede il consumo di pochi grassi animali privilegiando quelli vegetali, basti pensare infatti che, al contrario di quanto accade in altri paesei europei dove vengono impiegati in abbondanza grassi di origine animale come il burro e lo strutto, i condimenti e i soffritti alla base dei cibi nel nostro paese sono a base di olio di oliva che ha un elevato contenuto di grassi monoinsaturi, che proteggono dalle malattie cardiache, e antiossidanti come la vitamina E.