Acetone bambini: cause, sintomi, senza vomito e cosa mangiare

Acetone è il termine con cui è comunemente indicata l’acetonemia nei bambini: un temporaneo disordine metabolico che si manifesta quando l’organismo non ha più disponibilità di zuccheri nel sangue. In una tale situazione, per produrre energia, il corpo sostituisce gli zuccheri con i grassi, producendo i corpi chetonici (acetone, acido acetoacetico e acido beta-idrossibutirrico). Ma come si manifesta l’acetonemia? Cosa bisogna fare per alleviarne i sintomi e accelerare il processo di guarigione?

Dolori di crescita nei bambini: cause, sintomi e cosa fare

I vostri bambini si svegliano nel cuore della notte lamentando forti dolori alle gambe o alle braccia? Sono i cosiddetti “dolori della crescita“: un problema diffuso che riguarda prevalentemente i bambini tra i 3 e i 12 anni di età, ma che può manifestarsi o perdurare anche fino alla tarda adolescenza. In questo articolo individueremo le cause, definiremo i sintomi e daremo alcuni importanti consigli per affrontare al meglio questa particolare problematica.

Malattie croniche per tre milioni di bambini italiani

L’Italia è un Paese per vecchi. Si vive sempre più a lungo, anche se spesso la qualità della vita è pessima per via delle numerose malattie, si fanno pochi figli e se non fosse per le nuove nascite che ci regalano quegli immigrati che tanto spesso sono oggetto di un risentimento a dir poco ingiustificato, i banchi delle scuole si svuoterebbero sempre più.

A questo si aggiunge il fatto che oltre tre milioni di bambini in Italia sono affetti da patologie croniche complesse ed il loro futuro appare compromesso. Se ne è parlato oggi a Milano nell’ambito della presentazione del 67esimo congresso nazionale della Sip, la Società italiana di pediatria, che si svolgerà dal 7 al 10 giugno prossimo proprio a Milano.

Vostro figlio ha un amico immaginario? Niente paura, è normale ed è un bene

Vi capita spesso di “sorprendere” vostro figlio parlare da solo ad alta voce o col suo giocattolo preferito? Niente paura, probabilmente ha un amico immaginario, non c’è nulla di cui preoccuparsi, anzi: l’invenzione da parte dei piccoli di un amichetto immaginario, invisibile o identificato col proprio giocattolo preferito, un pupazzo, una bambola, un peluche, non solo è segno di creatività, ma rappresenta una vera e propria palestra entro la quale il bambino apprende a sviluppare e mettere in pratica le proprie nascenti abilità sociali. Il bambino gioca, litiga, parla, scambia informazioni sul mondo col suo amico ed impara così a muoversi nelle situazioni che la realtà gli porrà di fronte. Esistono numerosi studi che hanno analizzato il ruolo dell’amico immaginario nello sviluppo psicofisico e tutti rassicurano i genitori: non dovete affatto preoccuparvi della sua presenza nella vita di vostro figlio e nella vostra, anzi ascoltare il vostro bambino mentre interagisce con il prodotto della propria fantasia può offrirvi un punto di vista differente su di lui insegnandovi a conoscerlo meglio.