Prevenzione, quando i media sono d’aiuto

Sarebbe bene non dileggiare le campagne mediatiche destinate alla salute. Questo perché nonostante tutto, sono in grado di colpire la persona in maniera diretta, spingendola a cessare il comportamento rischio.

Soprattutto se gli stessi media che le propongono risultano essere coerenti nel tempo. A renderlo noto un articolo pubblicato sulla rivista Lancet e dedicato alle campagne mediatiche dedicate agli stili di vita ed alla prevenzione.

L’aterosclerosi causata da un virus?

L’aterosclerosi può anche essere d’origi­ne infettiva. Non solo: dovrà essere classifi­cata tra le patologie autoimmuni, quelle par­ticolarissime malattie in cui il sistema immu­nitario aggredisce li nostro stesso organismo. Il patogeno sott’accusa è il Cytomegalovirus, virus piuttosto diffuso e abbastanza innocuo che però diventa aggressivo negli immunode­pressì.

Ora si è scoperto che le difese immu­nitarie attivate in risposta a quest’infezione sono dirette anche contro l’endotelio, dando così inizio al processo ateroscierotico. Quella che è una vera e propria rivoluzione delle attuali conoscenze riguardanti una ma­lattia che rappresenta la prima causa di disa­bilita e di morte nel mondo occidentale è frut­to d’una scoperta “Made in Italy” pubblicata su Lancet. Spiega il professor Antonio Puc­cetti, docente di Istologia all’Università di Genova e responsabile del laboratorio di Immu­nologia Clinica Sperimentale all’istituto Gaslini, artefice del lavoro insieme al professori Roberto Corocher e Claudio Lunardi, dell’ate­neo di Verona

«Da tempo ci si chiedeva come mai ci sono persone, soprattutto giovani, che s’ammala­no di aterosclerosi senza che ci sia nessuno dei fattori dl rischio abituati della malattia, cioè fumo, ipertensione, diabete, dislipidemia ed obesità, una realtà tutta da indagare che riguarda il 30 per cento dei casi di atero­scierosi».

Pillola magica contro ictus ed infarto, cinque effetti in una sola pasticca

Abbassare i livelli del colesterolo, contrastare l’insorgenza dei fattori di rischio delle malattie cardiovascolari, diminuire la probabilità di subire un ictus, scongiurare il pericolo di infarto, abbassare la pressione: tutto con una sola pillola, già denominata da qualcuno pasticca magica, che combina l’effetto di farmaci, solitamente assunti singolarmente, in un’unica soluzione.
Ad annunciare l’ingresso in medicina della poli-pillola è la prestigiosa rivista di divulgazione scientifica Lancet, che ha riportato on-line i risultati dello studio effettuato da un’èquipe di ricercatori dell’università canadese McMaster di Hamilton, volto a sperimentare un unico farmaco polivalente per proteggere la salute del nostro organo più importante: il cuore.

Uno degli aspetti più ovvi messi in luce dalla ricerca è che è molto più comodo e pratico assumere in una singola compressa tutti i componenti farmacologici destinati al contrasto dei fattori di rischio cardiaci, senza più temere di dimenticare qualche pillola e semplificando notevolmente la vita di molti ammalati, soprattutto anziani, che vedono il comodino strabordare di decine di farmaci differenti.