La cannabis aumenta il rischio di contrarre il cancro

Molti studi hanno dimostrato che la marijuana non è così innocua come molti credono. Pare sia vero che letteralmente frigga il cervello e contribuisca alla psicosi. L’ultima “prova convincente” la portano dei ricercatori inglesi, i quali hanno dimostrato che il fumo di marijuana danneggia il materiale genetico del DNA, in modo che esso possa aumentare il rischio di contrarre il cancro.

Si sa da molto tempo che le sostanze tossiche presenti nel fumo di tabacco possono danneggiare il DNA ed aumentare il rischio di cancro del polmone e altre patologie. Tuttavia, non vi è stata mai la certezza se il fumo di marijuana abbia lo stesso effetto. Certo è che mescolando anche il tabacco alla marijuana, gli effetti delle sigarette si potevano avere anche sulle canne. Gli scienziati sono particolarmente preoccupati per la tossicità dell’acetaldeide, una sostanza presente sia nel tabacco che nella marijuana. Tuttavia, è stato difficile misurare il danno al DNA dovuto all’acetaldeide con test i convenzionali.

Marijuana fattore di rischio peggiore per gli adolescenti

Saranno in molti che, come al solito, protesteranno portando come argomentazione che fumare uno spinello non ha mai ucciso nessuno, e forse questo è vero, ma di certo la marijuana, così come il fumo di sigaretta, aumenta il rischio di contrarre numerose patologie, tra cui il tumore ai testicoli.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Cancer, si basa su uno studio americano effettuato al Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle (Usa) su 369 persone, tutte ammalate di cancro ai testicoli, confrontate con 1000 persone sane. Le persone analizzate andavano dai 18 ai 44 anni, ed il confronto veniva effettuato in base all’età. Dalla ricerca è stato dimostrato come coloro che avevano fumato durante l’adolescenza erano più esposti al tumore ai testicoli, verificatosi il doppio delle volte nei fumatori rispetto ai non fumatori.

Droga, Sert e Comunità terapeutiche a braccetto

Sert e Comunità terapeutiche in simbiosi. I Servizi per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale si occupano della cura, della prevenzione e della riabilitazione di chi ha problemi causati dall’uso e dall’abuso di droghe o alcool. A Genova, tra un anno, si terrà il terzo convegno italiano organizzato dalla Federazione mondiale delle comunità terapeutiche. Un appuntamento in occasione dei trent’anni di attività per il recupero dei tossicodipendenti in 150 comunità terapeutiche non solo nostrane, ma internazionali.

I dati, nel mondo della droga, non sono confortanti. Ieri il consumo era principalmente di eroina e di oppiacei. Oggi si consumano vari tipi di sostanze. Il consumo è diventato di massa, e i protagonisti sono spesso studenti. E’ schizzato l’uso di cocaina (ma anche di hashish). La perceentuale, per la neve bianca, non è affatto confortante: a provarla sono 420 persone su mille.

Droghe leggere e droghe pesanti: sempre di droghe parliamo!

Anche se il nostro sistema giuridico le ha “legalizzate” come mezzi per ottenere lo stato ottimale per il raggiungimento della “simbiosi” religiosa o “catarsi”, le sostanze stupefacenti leggere rimangono pur sempre delle droghe. Certo il sentirsi disinibiti, prestanti, eccitati, esalta l’evasione settimanale, vissuta non come trasgressione ma come una sorta di compensazione per lo stress e la routine degli altri giorni. E’ noto, del resto, che sono state proprio le nuove droghe a conferire una connotazione industriale al settore delle attività ricreative. Tra queste ve ne sono un’infinità.

Consideriamo alcune, tra le più diffuse: la Ketamina è un anestetico che era usato nella chirurgia infantile, oggi solo in campo veterinario, che a basse dosi diventa uno psichedelico molto potente, più dell’LSD. In molti paesi (come l’Inghilterra) non è compresa nella lista degli stupefacenti, essendo usata come analgesico ed anestetico ed essendovi, da parte della classe medica, opposizioni alla sua inclusione nell’elenco in quanto farmaco veramente utile.

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Italia, il bel Paese della cannabis tra pizza spaghetti e spinelli

L’Italia, da oggi, ha conquistato un altro triste primato in Europa, divenendo la patria della cannabis. Tra una pizza e una spaghettata in compagnia, gli italiani trovano sempre il tempo di fumare un salutare spinello, probabilmente sognando un posto migliore in cui vivere e un presidente più abbronzato, chi può dirlo!

A regalarci questo meritatissimo primo posto è stata la relazione annuale stilata, come di consuetudine, dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze e basata sull’evoluzione del fenomeno in Europa.
Nel nostro Paese la sostanza stupefacente più consumata è proprio la cannabis, di cui l’Italia risulta la maggior consumatrice nell’Unione, a pari merito, se così si può definire, con la Spagna.