Medicina tibetana, cos’è e come funziona

La medicina occidentale ha fatto, senza alcun dubbio, molti progressi, tuttavia esistono alcune tecniche millenarie come la medicina ayurvedica e tibetana, che ancora oggi, lasciano sorpresi studiosi ed esperti del settore. Si tratta di metodi di cura antichissimi, che si svincolano dall’idea di considerare il paziente senza conoscerne anche la sua vita e la sua mentalità, pratica quasi del tutto estranea in Occidente.

Tunnel carpale, il sesso tra le cause

La sindrome del tunnel carpale è una problematica che interessa l’articolazione del polso e delle mani e che è molto diffusa. A soffrirne, solo in Italia, vi sarebbero ogni anno almeno cinque milioni e mezzo di persone. Un disturbo fastidioso che alla lunga ostacola i normali movimenti e provoca indolenzimenti a polso, mano e dita.  Solitamente, la causa principale viene ritenuta l’assunzione di posture scorrette e la ripetizione di alcuni movimenti che alla lunga possono provocare la comparsa della sindrome.

L’utilizzo del mouse e della tastiera e lunghe ore di salute vicino al pc sarebbero i principali responsabili del tunnel carpale, almeno fin ‘ora. Una nuova ricerca, però, mette sotto accusa tra le varie attività anche il sesso. Una scoperta insolita a cui è arrivato il professore John Zenian che ha pubblicato l’esito della ricerca sulla rivista specializzata Journal of Medical Hypotheses. Passare troppo tempo tra le lenzuola, insomma, favorirebbe la comparsa della problematica per via di alcuni fattori.

Frattura del polso: riconosciamola subito

Meglio una buona frattura di gamba o di braccio che una brutta frattura di scafoide. Per chi conosce le dimensioni dello scafoide l’affermazione può far sorridere: si tratta infatti di un ossicino a forma di fagiolo che somiglia al legume anche nelle dimensioni. Piccolo e alloggiato nel polso insieme ad altri sette elementi ossei che poco si distinguono tra loro per forma e dimensioni può far pensare ad una formazione ossea di scarso valore.

 Meglio non sottovalutarlo. Una caduta a faccia avanti, le mani istintivamente protese a protezione e il polso subisce una flessione forzata dorsalmente. Tanto basta a fratturare lo scafoide. Il dolore può essere violento o modesto, ma in ogni caso nel giro di poche ore o al mssimo di qualche giorno, con ghiaccio, riposo e qualche antiinfiammatorio passa quasi del tutto. Resta solo un dolore localizzato alla base del pollice, esacerbato dalla flessione dorsale del polso e dalla pressione sulla incavità presente alla base del primo dito utilizzata un tempo per fiutare il tabacco.