Festa del papà, la sindrome di Calimero esiste davvero?

Ce l’hanno tutti con me perché sono piccolo e nero“, diceva il famoso pulcino. E in occasione della festa del papà ci viene spontaneo da chiederci se di quella definita scherzosamente la “Sindrome di Calimero” soffrano davvero la maggior parte dei padri italiani che spesso e volentieri, rispetto alle mamme, si sentono meno considerati dai figli.

Figli depressi se i padri lo sono prima di loro

Lo studio sul rapporto genitori-figli da molti anni è basato sul rapporto tra un figlio ed una madre in quanto, almeno nelle generazioni precedenti, erano le donne più a contatto con i bambini, li crescevano, e soprattutto gli studiosi dell’età dello sviluppo quasi mettevano in secondo piano il ruolo del papà, relegandolo a colui che porta il pane a casa e che si fa vedere poco.

Ultimamente però le cose sono cambiate. Le funzioni degli uomini e delle donne sono diventate più o meno uguali. Anche gli uomini contribuiscono in maniera non irrilevante all’educazione dei bambini, e li accudiscono dal cambio del pannolino al sostegno scolastico.

Per questo, da qualche anno, gli psicologi hanno cominciato a studiare anche il rapporto padre-figlio, e si sono accorti che se il cattivo umore o, peggio, la depressione della madre era nociva per il bambino, quella del padre lo è ancora di più.

Famiglia in vacanza. Un occasione da non perdere per stare con i propri figli

Sono moltissime le famiglie italiane che ogni anno decidono di trascorrere le ferie estive in un villaggio turistico e altrettanti i genitori che guardano con favore all’idea che i propri figli trascorrano la gran parte del loro tempo al mini-club, lo spazio di gioco e intrattenimento dedicato ai più piccoli di cui è dotata ogni struttura turistica per famiglie che si rispetti.

Eppure le vacanze dovrebbero rappresentare una buona occasione per stare un pò insieme ai bambini giocando e divertendosi con loro, soprattutto se gli impegni lavorativi impediscono sia al papà che alla mamma di farlo durante il resto dell’anno. A sottolinearlo 35 su 100 pediatri invitati ad esprimere il proprio parere sulla consuetudine di affidare i propri figli agli animatori del mini-club.