Oscar 2015, a Julianne Moore per film sull’Alzheimer

Agli Oscar 2015, Julianne Moore si aggiudica l’ambita statuetta per la commovente interpretazione in Still Alice, pellicola che porta ancora una volta alla ribalta l’Alzheimer e le difficoltà di coloro che hanno a che fare con persone che soffrono di questa malattia.

Il movimento oculare rivela i ricordi

Gli scienziati potrebbero aver scoperto un modo per raccogliere informazioni sui ricordi immagazzinati seguendo le tracce dei percorsi dei movimenti degli occhi, anche quando un individuo non è in grado (o forse addirittura non vuole) riferire ciò che ricorda. La ricerca, pubblicata sulla rivista Neuron, fornisce una visione interessante sul rapporto tra l’attività nell’ippocampo, movimenti oculari, e sul conscio e l’inconscio della memoria.

L’ippocampo è una regione del cervello critica per il ricordo cosciente di eventi passati, ma il ruolo esatto di questo spazio di memoria rimane controverso. Secondo una teoria, anche se non si riesce a recuperare la memoria, l’ippocampo potrebbe ancora supportare le espressioni della memoria relazionale (ad esempio, la memoria per la co-presenza di elementi nel contesto di una scena o un evento), quando alcuni metodi sensibili e indiretti vengono utilizzati.

Per verificare questa teoria, le dottoresse Deborah Hannula e Charan Ranganath, del Centro di Neuroscienze presso l’Università di California, hanno utilizzato la risonanza magnetica funzionale per esaminare l’attività del cervello mentre cercava di ricordare il viso precedentemente studiato. Durante la scansione, ai partecipanti all’esperimento venivano mostrate tre scene con tre volti diversi, e poi gli veniva chiesto di individuare il volto che era stato associato con ogni scena. I movimenti oculari sono stati monitorati durante l’operazione e hanno fornito una misura indiretta della memoria.