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La primavera è alle porte e con lei la rinite allergica, una patologia che solo in Italia colpisce 12 milioni di italiani. Naso che cola, gola arrossata, occhi che lacrimano e tosse sono soltanto alcuni dei sintomi più comuni in chi soffre di questa infiammazione delle mucose nasali (sintomi molto simili a quelli di una normale allergia al polline). Ecco perché diventa fondamentale sapere in anticipo se si è a rischio di essere colpiti da rinite allergica: in questo modo si potranno prendere le giuste contromisure per limitare i danni e contenere i fastidiosi sintomi.

Allergia agli acari della polvere? Ecco i sintomi ed i test per la diagnosi

L’allergia agli acari della polvere rappresenta una delle forme allergiche più frequenti insieme a quella dei pollini. Anzi, secondo alcuni studi gli acari sarebbero responsabili di circa il 50% di tutte le manifestazioni allergiche. Ma di cosa si tratta? Come potete vedere dalla foto sono piuttosto brutti e raccapriccianti, ma comunque non visibili ad occhio nudo: appartengono alla famiglia degli aracnidi (ovvero i ragni). Esistono diversi tipi di acari, ma quelli che ci interessano in questo caso sono gli acari della polvere.

Congiuntivite ricorrente: spesso è allergia

Quando si parla di allergie primaverili il pensiero va quasi sempre agli starnuti, ovvero alla rinite allergica. Ma un capitolo altrettanto importante sul tema riguarda le congiuntiviti. Anche in questo caso l’allergia può essere stagionale o perenne a seconda dell’elemento che la provoca. Gli occhi tendono ad arrossarsi, bruciano, si ha la sensazione di avere dei sassolini che graffiano sotto le palpebre.

Spesso si avverte anche un intenso prurito. Particolare attenzione va posta nei confronti dei bambini. Un adulto riesce a controllare l’istinto che lo porta a stropicciarsi gli occhi. I bimbi no. Anzi, spesso giocando, in giardino, a casa o a scuola, sollecitati dal prurito e dal bruciore cominciano a toccarsi con le manine sporche, peggiorando la situazione. L’infiammazione aumenta e spesso sopraggiunge un’infezione batterica o virale.

I benefici effetti del mare a chi va sott’acqua

Il clima marino è uno dei più favorevoli per chi ha otiti e rinofaringiti recidivanti e che una volta i vecchi medici amavano inquadrare nella categoria dei soggetti linfatici; con questo termine, assolutamente non scientifico, si indicava però in una disfunzione del sistema immunitario la causa delle flogosi recidivanti delle vie aeree superiori. E’ indubbio che lo iodio, il nuoto e il sole attuano una attivazione metabolica utilissima in questi casi considerando anche che il bagno marino determina un lavaggio delle mucose nasali ed orofaringee paragonabile a quello ottenuto con le acque termali.

Ma quando si consiglia il mare si devono però informare i pazienti dei rischi da immersione che sono più frequenti in ambito otorinolaringoiatrico. Le patologie possono essere o da immersione semplice e in superficie o da immersione in profondità, dove entrano in causa alterazioni dei meccanismi di compensazione della pressione delle cavità aeree dell’orecchio e dei seni paranasali che realizzano un «barotrauma».