Tumori, curato il primo paziente in Italia grazie all’adroterapia, ecco di cosa si tratta

E’ affetto da un tumore raro, alla testa, il primo paziente che ha ricevuto cure presso il CNAO di Pavia, inaugurato nel Febbraio del 2010, ed ora ha nuove speranze. Il Cnao è un centro oncologico particolare, che vede l’utilizzo dell’adroterapia ovvero di raggi di ioni e protoni anziché quelli soliti della radioterapia. A darne notizia nel corso di un congresso il professor Roberto Orecchia Direttore scientifico dello stesso Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica. Ma di cosa si tratta?

Tumore delle cellule insulari del pancreas

Tumore delle cellule insulari del pancreas

Il tumore delle cellule insulari del pancreas è un tumore raro del pancreas che nasce da un tipo di cellula chiamata cellula insulare del pancreas.

CAUSE: Nel pancreas normale, le cellule insulari producono ormoni che regolano una varietà di funzioni corporee, come il livello di zucchero nel sangue e la produzione di acido dello stomaco. I tumori che derivano dalle cellule insulari del pancreas possono anche produrre una varietà di ormoni, anche se alcuni non lo fanno. Anche se le cellule insulari producono molti ormoni diversi, la maggior parte dei tumori rilasciano un solo ormone che porta a sintomi specifici. I tumori pancreatici delle cellule insulari possono essere benigni o maligni.

Rabdomiosarcoma

Rabdomiosarcoma

Il rabdomiosarcoma è un cancro del tessuto molle visto più spesso nei bambini. Le sedi più comuni sono le strutture della testa e del collo, il tratto urogenitale, e le braccia o le gambe.

CAUSE: La causa del rabdomiosarcoma è sconosciuta. Si tratta di un tumore raro, con poche centinaia di casi all’anno nel mondo. Alcuni bambini con difetti alla nascita sono a maggior rischio, e una mutazione genetica eleva il rischio. Tuttavia, la stragrande maggioranza dei bambini con rabdomiosarcoma non hanno fattori di rischio noti.

Tumore al seno e chemioterapia: il racconto di chi combatte ogni giorno

Ogni giorno da tre anni Adriana combatte contro un cancro: quello al seno che ha scoperto quando aveva solo 33 anni. Anche lei come tante, lontana dalle statistiche e dagli screening.

“Appena smesso di allattare, mi sono resa conto di un piccolo nodulo. Solo dopo 9 mesi però ho deciso di fare un controllo. Era un tumore“.

Ma cosa si prova ad una notizia del genere? E’ difficile capire. Lei mi spiega:

“ Io ho sentito subito una grande forza ed ho capito che dovevo combattere. Così l’intervento chirurgico per asportarlo (non una sola volta), poi la radioterapia e la chemioterapia con tutti gli effetti collaterali. Mi sono buttata a capofitto in questa storia cercando di fare qualcosa che andasse oltre me stessa.

Ho creato un sito internet. L’ho chiamato Voglio un mondo Rosa Shocking -(Breast Cancer Awareness). Solo dopo ho scoperto che qualcuno aveva scritto anche un libro con questo titolo, ma a me era venuto da dentro e l’ho lasciato…”.