Fumo, New York lo mette al bando anche in spiaggia e nei parchi

di Redazione 1

Il sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha appena deliberato di estendere il divieto di fumo (che fino ad oggi vigeva solo nei ristoranti e bar) a due altri luoghi molto affollati: parchi e spiagge. Bloomberg ha preso questa decisione a causa degli effetti negativi del fumo passivo sulla salute, citandolo come la ragione principale per l’estensione del divieto, a cui si aggiunge un recente studio che dimostra come il fumo e le cicche di sigaretta danneggino anche la fauna marina e quella dei parchi.

Spiega il sindaco della Grande Mela:

La scienza è chiara: l’esposizione prolungata al fumo passivo – se siete in casa o fuori – fa male alla salute. Oggi, stiamo facendo qualcosa al riguardo.

Il disegno di legge sicuramente passerà l’esame del Consiglio comunale, dove Bloomberg ha un forte sostegno.

Quando questa legge sarà passata, tutti i newyorkesi potranno godersi una passeggiata nel parco o una giornata in spiaggia, senza dover inalare fumo passivo

ha spiegato Christine Quinn, una delle relatrici della legge. Considerata una volta una delle città più inquinate del mondo, New York sta oggi “ripulendo” la sua reputazione, facendosi invece quella di “luogo inospitale per i fumatori”, dopo aver vietato di fumare nei luoghi coperti, nei luoghi pubblici all’aperto ed aumentando il costo di un pacchetto di sigarette a 11 dollari (oltre 8 euro) attraverso l’incremento delle tasse.

L’iniziativa nasce così con la duplice finalità di scoraggiare i fumatori (o chi ha intenzione di iniziare a fumare), e migliorare la qualità della vita in quelle persone che fino ad oggi erano esposte al fumo passivo senza poter fare nulla per salvare i propri polmoni. A causa di questi fattori erano sempre più alti negli ultimi anni i casi di brochite, polmonite o altre malattie respiratorie nei bambini, ma anche negli adulti, a cui si aggiungono tumori, malformazioni dei feti e, scoperta recente, persino casi di infertilità negli uomini e aborti spontanei nelle donne. Diciamo che con questo provvedimento alla fine ci guadagnano tutti, e speriamo che sia seguito anche in Italia.

[Fonte: Treehugger]

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