Fumo di sigaretta inquina il triplo di un’Harley Davidson

di Redazione 0

Che il fumo faccia male, lo sanno in molti, ma non tutti. La fascia d’età più a rischio si sa, è quella dell’adolescenza, in particolar modo durante i primi anni delle scuole superiori. Per questo l’Istituto dei Tumori di Milano ha voluto effettuare ieri un esperimento scientifico di fronte a degli studenti dei primi anni di alcuni licei del capoluogo milanese.

Nel tentativo di sensibilizzare e di tentare almeno di diminuire il numero dei fumatori, Giovanni Invernizzi, capo del laboratorio per lo studio dell’inquinamento da fumo di sigaretta dell’istituto milanese ha riunito oltre 300 ragazzi e ragazze nell’ambito della manifestazione che si sta svolgendo in questi giorni contro il fumo, e che culminerà domani, domenica 31 maggio, con il “World No Tobacco Day“, la giornata per smettere di fumare.

I giovani, raccolti all’esterno di un ospedale milanese, si sono trovati di fronte una piccola cabina di plastica trasparente. In essa era presente un rilevatore di inquinamento, il famoso misuratore di polveri sottili, presente ormai in molte città italiane, il quale serve a misurare il grado di inquinamento di una città. All’interno di questa cabina è stata fatta entrare un Harley Davidson, modello 883, la famosa Harley preferita dal gruppo di Max Pezzali, nonché uno dei motocicli più inquinanti al mondo, una sorta di Suv a due ruote.

Tenendo premuto sull’acceleratore, gli scienziati hanno fatto in modo di far espellere quanto più gas di scarico possibile alla moto, il quale veniva rinchiuso nella cabina e veniva rilevato dai sensori. L’aria di Milano, che si sa è molto inquinata, contiene una quantità di Pm1 di 170 mila micron (o millesimi di millimetro). Dopo due minuti di accelerazione della moto, i sensori captavano un aumento fino a 250 mila micron.

Dopodiché, spenta la moto e fatta arieggiare la cabina, vi è entrata una ragazza che ha acceso una sigaretta e l’ha fumata per lo stesso periodo di tempo. Ebbene, dopo due minuti l’aria nella cabina era tre volte più irrespirabile. Il livello rilevato dai sensori è stato di 700 mila micron, ma solo perché essi non sono programmati per andare oltre, altrimenti chissà che livelli avrebbero raggiunto. Chissà che con questo esperimento i giovani non capiscano cosa accade nei loro polmoni, e magari ci pensino 100 volte prima di affidare la propria vita ad una sigaretta.

[Fonte: Ansa]

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