Neurologi, l’età adulta arriva a 30 anni

L’aspettativa di vita aumenta anno dopo anno e si diventa grandi a 30 anni: questo è quanto sostengono i neurologi. Secondo gli studiosi del cervello umano in sostanza le persone si comportano da eterni adolescenti per diventare veramente adulte solo quando compiono 30 anni.

Una buona scusa per chi tende a procrastinare le proprie responsabilità affidandosi da adesso in poi a quanto spiegato dai neuroscieziati nel corso di un meeting ospitato dall’Academy of Medical Sciences di Oxford. 

I giovani ed il desiderio di sentirsi più adulti: perchè accade

Lo notiamo ogni giorno per le strade, oggi più di qualche anno fa. Lo sperimentiamo all’interno delle nostre famiglie: i giovani ed in particolare i giovanissimi tra i 12  ed i 14 anni di età vogliono apparire più grandi di quello che siano in realtà. E sebbene gli specialisti, tra i quali figurano pediatri, psicologi e sociologi siano uniti nel dire che sia un iter normale, sottolineano che motivazioni e perché possono essere ben diverse a seconda dei contesti.

Depressione, chi trova un fratello trova un tesoro

Se in famiglia ci sono spesso contrasti, rivalità e tensioni dettate da piccoli scontri quotidiani e dalla difficoltà della convivenza, quando si tratta di sostegno nei momenti difficili della vita ogni ostilità lascia il posto ad una solidarietà e ad effetti benefici, anche indiretti, senza paragoni. Ed è quanto avviene ad esempio con disturbi che riguardano la sfera psicologica dell’individuo: le paure, l’ansia, la depressione, il peso della solitudine.

Stando ad un recente studio realizzato da un’équipe di ricercatori della Brigham University (USA) avere un fratello o una sorella equivarrebbe ad una sorta di schermo protettivo contro sindromi depressive ed altri malesseri psicologici. Nello specifico i fratelli riescono a proteggere l’altro da sentimenti negativi come la solitudine e la paura, mentre le sorelle, durante la fase adolescenziale, che sappiamo essere molto critica, terrebbero lontana la depressione.

Fumo di sigaretta inquina il triplo di un’Harley Davidson

Che il fumo faccia male, lo sanno in molti, ma non tutti. La fascia d’età più a rischio si sa, è quella dell’adolescenza, in particolar modo durante i primi anni delle scuole superiori. Per questo l’Istituto dei Tumori di Milano ha voluto effettuare ieri un esperimento scientifico di fronte a degli studenti dei primi anni di alcuni licei del capoluogo milanese.

Nel tentativo di sensibilizzare e di tentare almeno di diminuire il numero dei fumatori, Giovanni Invernizzi, capo del laboratorio per lo studio dell’inquinamento da fumo di sigaretta dell’istituto milanese ha riunito oltre 300 ragazzi e ragazze nell’ambito della manifestazione che si sta svolgendo in questi giorni contro il fumo, e che culminerà domani, domenica 31 maggio, con il “World No Tobacco Day“, la giornata per smettere di fumare.

Marijuana fattore di rischio peggiore per gli adolescenti

Saranno in molti che, come al solito, protesteranno portando come argomentazione che fumare uno spinello non ha mai ucciso nessuno, e forse questo è vero, ma di certo la marijuana, così come il fumo di sigaretta, aumenta il rischio di contrarre numerose patologie, tra cui il tumore ai testicoli.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Cancer, si basa su uno studio americano effettuato al Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle (Usa) su 369 persone, tutte ammalate di cancro ai testicoli, confrontate con 1000 persone sane. Le persone analizzate andavano dai 18 ai 44 anni, ed il confronto veniva effettuato in base all’età. Dalla ricerca è stato dimostrato come coloro che avevano fumato durante l’adolescenza erano più esposti al tumore ai testicoli, verificatosi il doppio delle volte nei fumatori rispetto ai non fumatori.

Adolescenza: essere popolari fra i coetanei non è un imperativo per tutti

Contrariamente a quanto creduto da molti adulti, spinti in questa direzione spesso anche da film e telefilm provenienti perlopiù da oltreoceano che mostrano incessantemente il clichè dell’adolescente disposto a tutto pur di diventare popolare fra i coetanei, non tutti i ragazzi sono alla spasmodica ricerca di ammirazione e popolarità.

Molti si fanno “bastare” l’appartenenza a un piccolo gruppo di coetanei con i quali condividere uno scopo o un progetto e, attraverso di essa, esprimere la propria personalità e trarre un adeguato senso di accettazione sociale. A dimostrarlo uno studio condotto da Kathleen B. McElhaney, Jill Antonishak e Joseph P. Allen della University of Virginia e pubblicato sull’ultimo numero della rivista scientifica bimestrale Child Development.

Lupus Eritematoso Sistemico. Il 10 Maggio la giornata mondiale

Si terrà il 10 maggio 2008 il “World Lupus Day”, giornata mondiale dedicata al Lupus Eritematoso Sistemico (LES), per la quale sono previsti una serie di eventi organizzati in diverse città italiane.

Il lupus eritematoso sistemico è una malattia cronica autoimmune, che comporta cioè una disfunzione del sistema immunitario che invece di proteggere, come dovrebbe, il corpo da virus e batteri, ne attacca organi e tessuti, tipicamente la cute, le articolazioni, i reni e il sangue. Si tratta di una patologia rara che colpisce 5 bambini su un milione di nati e fa la sua comparsa in genere verso l’adolescenza interessando nella gran parte dei casi persone di sesso femminile (il 90%). Tuttavia mentre nelle femmine l’esordio è più tardivo (collocandosi fra i 15 e i 45 anni), nei maschi è più frequente l’insorgenza prepuberale.

Il Lupus comporta l’infiammazione degli organi e tessuti colpiti che risultano arrossati, gonfi e doloranti e che a lungo andare possono risultare danneggiati. Le cause non sono ancora note, ma sembra che fattori genetici vadano ad interagire con fattori scatenenti ambientali che possono essere rappresentai dagli squilibri ormonali tipici dell’adolescenza, dall’esposizione al sole, ad alcuni virus e l’assunzione di determinati farmaci. I sintomi iniziali possono essere un senso di stanchezza e di malessere generale cui possono accompagnarsi episodi febbrili, inappetenza e calo ponderale. Successivamente possono comparire eritemi che peggiorano con l’esposizione al sole, ulcere del naso e della bocca e il tipico “eritema a farfalla” (da cui il nome Lupus) che interessa la parte centrale del volto. Altri sintomi possono essere dolori e gonfiori alle articolazioni, mal di testa, dolori muscolari.

Ginecomastia. Qualche informazione per conoscerla meglio

 

La ginecomastia consiste nell’aumento anomalo del volume delle ghiandole mammarie maschili. E’ possibile distinguere differenti tipologie di ginecomastia in base alle cause che la determinano: la ginecomastia puberale fa la sua comparsa nel corso dell’adolescenza ed è causata dagli squilibri ormonali tipici di questa fase della vita. La sua insorgenza non dovrebbe quindi destare particolari preoccupazioni, tanto più che, nel 90% dei casi il problema rientra spontaneamente entro tre anni. Esiste tuttavia una piccola percentuale di casi (il 5-6%) in cui la ginecomastia permane oltre l’adolescenza, in questo caso si rende generalmente necessario un intervento chirurgico completamente risolutivo. Distinguiamo inoltre la ginecomastia congenita, spesso associata a Sindrome di Klinefelter e quella indotta, da ascrivere in genere dall’assunzione di farmaci estrogeni o androgeni. Infine esiste una pseudoginecomastia (detta anche falsa ginecomastia) che consiste non nell’aumento del volume delle ghiandole mammarie, ma nell’accumulo di tessuto adiposo a livello della zona mammaria che produce un effetto simile a quello della ginecomastia vera e propria.

Meglio essere donna. A dirlo sono gli adolescenti

Se domani mattina ti svegliassi donna…è stato chiesto a 323 studenti di scuole medie e superiori di Sicilia, Campania, Basilicata, Trentino, Liguria, Emilia e Toscana. L’iniziativa è partita dalla psicoterapeuta Gianna Schelotto, in collaborazione con un gruppo di insegnanti, che ha pensato, in vista dell’ormai imminente Festa della donna, di chiedere a giovani di scuole medie e superiori di scrivere un tema sull’argomento. Una traccia analoga è stata somministrata alle studentesse (naturalmente in questo caso il tema era “Se domani mattina ti svegliassi uomo..”) e i risultati sono stati sorpendenti, con dichiarazioni, da parte dei ragazzi, tutti tra i 14 ai 16 anni, di rispetto ammirazione e persino invidia verso le coetanee.

Dopo la ricerca svolta da un team di psicologi statunitensi e pubblicata sul Journal of Adolescence che sfata l’annoso luogo comune secondo il quale gli adolescenti maschi sarebbero tutt’altro che romantici, arriva dunque dall’Italia la smentita di un altro stereotipo piuttosto diffuso: quello dell’uomo, per quanto giovane, che non vorrebbe mai trovarsi nei panni di una donna. L’iniziativa è stata promossa da Onda (Osservatorio nazionale per la salute della donna di Milano) e da I Buonavoglia, circolo culturale genovese tra i cui fondatori compare proprio la Schelotto.

Adolescenti e rischio obesità. L’autostima gioca un ruolo fondamentale

Una ricerca pubblicata sugli Archivi di Medicina Pediatrica e condotta dal Dipartimento per la salute di New York ha stabilito che esiste una correlazione precisa nelle adolescenti tra la scarsa autostima e il rischio di diventare obese. Uno studio che ha coinvolto 4400 ragazze tra i 12 e i 18 anni ha dimostrato che le adolescenti che percepiscono se stesse come impopolari hanno il 69% in più di probabilità di diventare obese di quelle che percepiscono se stesse come amate e accettate dai coetanei. Da tempo è nota la relazione fra obesità e fattori sociali ed emotivi ma questa ricerca, come afferma Goutham Rao, direttore del Centro per l’obesità dell’ospedale infantile di Pittsburgh, ha il merito di porre in correlazione questo disturbo con la scarsa autostima.

Ma non tutti gli esperti hanno accolto con entusiasmo i risultati della ricerca newyorkese. La dottoressa Judith Myers-Walls della Purdue University ad esempio ritiene che non sia possibile stabilire se sia la scarsa autostima ad indurre le giovani a mangiare di più e, quindi, a ingrassare o se non sia invece il fatto stesso di essere in sovrappeso a causare in loro il crollo dell’autostima. In ogni caso, l’obesità adolescenziale è un problema che ha vastissima diffusione in tutti i paesi industrializzati e al quale è necessario porre tempestivamente un rimedio. Solo in Italia, come rileva Erio Ziglio, responsabile dell’ufficio OMS di Venezia, sono obesi il 20% dei ragazzi fra i tredici e i diciassette anni.

I maschi adolescenti sono romantici

Una ricerca condotta negli Stati Uniti smentirebbe il diffuso, e un pò triste, luogo comune secondo il quale i maschi adolescenti sarebbero interessati alle loro coetanee solo perchè spinti da attrazione fisica. L’indagine, condotta da un gruppo di psicologi della State University of New York di Oswego, ha coinvolto 100 adolescenti maschi (tutti sedicenni) eterosessuali, il 40% dei quali sessualmente attivo. Dai risultati pubblicati sul Journal of Adolescence è emerso il dato, ritenuto sorprendente, che l’80% dei ragazzi intervistati è spinto a chiedere il primo appuntamento a una ragazza perchè realmente interessato a lei.

La ricerca quindi svela come il desiderio sessuale sia per i ragazzi meno importante di quanto si creda comunemente, collocando l’attrazione sessuale “solo” al secondo posto dopo il desiderio di instaurare una relazione romantica. Solo il 14% degli adolescenti intervistati ha dichiarato di uscire con una ragazza solo perchè spinto da interesse sessuale. Certamente si impone il dubbio che i ragazzi non siano stati del tutto sinceri e abbiano dato ai quesiti posti dagli studiosi la risposta da loro ritenuta più socialmente accettabile. Il coordinatore della ricerca, il docente di psicologia Andrew Smiler, è perfettamente consapevole di questa possibilità, ma nonostante tutto ritiene di poter accordare piena fiducia alle dichiarazioni rese dai soggetti dello studio.