L’esercizio fisico previene il rischio di cancro

di Redazione 1

Fitness, fitness, fitness! I benefici dell’esercizio fisico sono molteplici e non passa giorno senza che se ne scoprano di nuovi: fare attività fisica rallenta l’invecchiamento, aiuta a sentirsi in forma, riduce lo stress, i rischi di sviluppare malattie, e ha effetti positivi sullo stato di salute generale.
Recenti studi hanno portato alla luce un altro importantissimo vantaggio dello svolgere un’attività fisica costante: la prevenzione dei tumori.

A quanto risulta da una ricerca svolta da studiosi finlandesi, pare infatti che il fitness allontani il pericolo di sviluppare un cancro e di morire precocemente. Per il momento si parla di simili effetti riscontrati sulla popolazione di sesso maschile, e non si hanno ancora informazioni che confermino lo stesso vantaggio anche per le donne, ma il risultato è di per sè molto incoraggiante e fa ben sperare di contrastare l’insorgenza dei tumori con la prevenzione e l’esercizio fisico.

I ricercatori hanno monitorato un campione di 2560 uomini della Finlandia dell’est, di età compresa tra i 42 e i 61 anni, per circa diciassette anni, studiando la relazione tra attività fisica ed eventuale sviluppo di un tumore nonchè i tassi di mortalità da cancro. Durante lo studio i decessi per tumore sono stati 181, e dei pazienti morti per cancro erano in pochi quelli che svolgevano attività fisica regolarmente.
Il rischio di sviluppare tumori diminuiva e si dimezzava in molti casi nei pazienti che praticavano almeno trenta minuti di intenso esercizio quotidiano. Il beneficio secondo gli studiosi deriverebbe dal consumo di ossigeno durante lo sforzo fisico.

Gli esperti, confrontando i dati raccolti in questi anni, sono giunti alla conclusione che l’attività fisica è inversamente associata con il rischio di morte prematura per cancro negli uomini.
Non ci resta che vincere la pigrizia e iniziare a riconoscere gli immensi vantaggi dello sport per contro ai mille inconvenienti e disturbi di una vita sedentaria.
I risultati della ricerca e i dettagli sullo studio sono stati pubblicati sulla rivista di divulgazione scientifica British Journal of Sports Medicine.

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