Fumo, una pillola per dire basta

di Valentina Cervelli 1

Una pillola per dire definitivamente basta al fumo che viene in aiuto quando la volontà del fumatore non è abbastanza forte da farcela da sola. Un farmaco attraverso il quale è possibile evitare ricadute nel vizio.

Parliamo di varenicilina.Ed a sostenere la sua validità ci pensa la Cochrane Collaboration, una iniziativa internazionale no-profit nata con lo scopo di raccogliere, valutare  e diffondere le informazioni relative alla validità degli interventi sanitari.

L’efficacia del farmaco consta principalmente nella sua duplice azione: quella di contrastare direttamente gli effetti della sindrome di astinenza dalla nicotina e l’abbattimento del piacere relativo all’atto di fumare. Uno dei suoi primi effetti è infatti quello di provocare la nausea al sapore della stessa.

Gli esperti della Cochrane, tra i quali figura anche Tim Lancaster dell’Università di Oxford, coordinatore dell’analisi in questione, hanno spiegato come ben 11 studi differenti confermino l’efficacia della sostanza, prendendo a campione, complessivamente, svariate migliaia di individui.

Abbiamo trovato undici studi che confrontano l’efficacia di questo prodotto con una pillola placebo. Alle ricerche hanno partecipato in totale più di 10mila persone.

Il problema più grande riscontrato in tutte le “sperimentazioni” prese in considerazione, era quello di evitare che la persona riprendesse lo stimolo a fumare: per questo, al fine di valutare la validità del medicinale sono state verificate le condizioni dei partecipanti ad almeno sei mesi dalla cura con vareniclina, Solo in questo modo sarebbe stato possibile testarne l’efficacia.

Sottolinea il ricercatore:

Chi aveva preso davvero il farmaco aveva più del doppio delle probabilità di non essere ricaduto nel vizio rispetto a chi invece, senza saperlo, aveva ricevuto una pillola apparentemente identica ma che non conteneva traccia di vareniclina. L’effetto collaterale di cui i pazienti si lamentavano di più era la nausea, che però tendeva a ridursi col passare del tempo oppure abbassando un po’ la dose rispetto a quella raccomandata. E anche così la cura funzionava.

Un risultato davvero interessante che sottolinea la sua efficacia rispetto all’utilizzo di buproprione, ma che vince, strettamente e di misura, con i cerotti e le gomme da masticare alla nicotina. Per via degli alti costi, in Italia, la vareniclina non è accessibile a tutti. La speranza dei medici è quella che possa presto essere inserita tra i farmaci passati dal Sistema Sanitario Nazionale.

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Fonte: Corriere della Sera

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