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Bambini alle terme: le cure durano di più

Raffreddori, otiti, tonsilliti e bronchiti: quasi tutti i bambini ne soffrono, in forme più o meno forti. Una vera “epidemia” tra i più piccoli (e sono la maggioranza) che vivono in città inquinate. Ai disturbi tipici della stagione più fredda si aggiungono poi le riniti e i disturbi respiratori dovuti alle allergie, sempre più diffusi. Per migliorare la situazione c’è una soluzione semplice, naturale e antichissima: le cure con acque termali. Le terme infatti possono essere preziose non solo per adulti ma anche per i bambini. Spiega Ignazio Carrubba, specialista in idrologia medica:

«La terapia termale ottiene risultati clinicamente evidenti già al termine del ciclo di cure. Ma l’azione più importante avviene a distanza, con la riduzione del numero degli episodi di riacutizzazione e della loro intensità, oltre ad una diminuzione dell’assunzione di farmaci»

 Un ciclo di cure termali (dette anche “crenoterapia“) è quindi un accorgimento prezioso anche per i più piccoli. Lo conferma Marzia Duse, professore associato di pediatria all’Università di Brescia:

 «Queste cure sono poco invasive e prive di effetti collaterali, e possono aiutare a rendere le mucose meno vulnerabili e reattive. Le acque termali hanno proprietà decongestionanti e antinfiammatorie. Non a caso si sta diffondendo la pratica di utilizzare spray o lavaggi nasali a base di acque medicali (termali o marine). Un ciclo di cure termali è invece un trattamento coordinato e intensivo che può portare ad un netto miglioramento della situazione»

 Per l’apparato respiratorio e per la cura di orecchie naso e gola le acque termali più indicate sono quelle “sulfuree salsobromoiodiche“, acque cioè arricchite con un alto contenuto di zolfo sotto forma di idrogeno solforato e cloruro di sodio, con in più elementi come il bromo e lo iodio. L’efficacia di queste acque è dovuta principalmente allo zolfo, un elemento dalle numerose proprietà preziose per le mucose delle vie respiratorie e dell’orecchio.

L’acqua sulfurea salso bromoiodica svolge diverse azioni terapeutiche (non solo: umidifica e rigenera le mucose, disinfiamma, fluidifica e regola la produzione di muco, aumenta e difese locali dell’organismo). Aggiunge Gianluigi Borsetti otorinolaringoiatra:

 «Orecchie, naso e gola hanno in comune il rivestimento mucoso, quindi ogni malattia che interessa la mucosa, interessa le tre parti. E se una delle tre non funziona bene, anche le altre ne vengono coinvolte: ad esempio, un’allergia da polline primaverile provoca un’anormale produzione di liquido. Meno noto è il fatto che anche la mucosa che riveste la parte interna dell’orecchio reagisce producendo una grossa quantità di liquido che, accumulandosi, può causare una diminuzione dell’udito»

 Una delle domande più frequenti dei genitori è sul periodo migliore per effettuare le cure termali e sulla loro durata. Una regola generale non esiste. Afferma Bonsetti:

«Va personalizzato. In caso di infiammazioni delle prime vie aeree all’arrivo dei primi freddi, consigliamo un ciclo di cure termali preventive a ottobre-novembre. Per le sinusiti dipende se si tratta di un disturbo recente o cronicizzato. Nel primo caso è meglio una crenoterapia subito dopo l’inverno, meno importante il periodo in caso di cronicità»

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