Sesso e gravidanza: come, quando e perché!

di Redazione 0

 

Nonostante i passi avanti fatti dalla medicina e, soprattutto, dall’informazione l’interrogativo resta: si possono o non si possono avere rapporti sessuali durante e immediatamente dopo una gravidanza? Se si pensa che fino a qualche anno fa, per timore e ignoranza, si credeva che non fossero possibili nemmeno le visite ginecologiche nei primi mesi di attesa, la cosa non stupisce affatto. Ecco allora un semplice vademe­cum, fatto di botta e risposta, per chiarire ogni dubbio. La risposta, in generale, è si, a condizione che la gravidanza in questione non sia a rischio e che entrambi i partner siano sani, per evitare inconvenienti sgradevoli (es. infezioni) che potrebbero creare problemi quali parti prema­turi o aborti.

Quali precauzioni vanno prese? Nella maggior parte dei casi è consigliabile l’uso del preservativo durante la gravidanza, per evitare la trasmissione di eventuali virus o infezioni. Gravidanza e calo dei desiderio possono essere connessi nella donna? Si, ma soprattutto per ragioni psi­cologiche e non fisiche o ormo­nali. Ad esempio, nel caso di un particolare stato di ansia della donna incinta (es. dubbi o paure riguardanti la gravidanza, cercata o meno) o nel caso di problemi pre-esistenti tra i partner, la gravi­danza aumenterà il rischio di in­soddisfazione e calo del desiderio.

Per quello che riguarda più speci­ficamente il raggiungimento del­l’orgasmo, bisogna tenere conto delle trasformazioni genitali subite da ogni donna durante la gravi­danza (congestione vulvare e cli­toridea, gonfiore). Nella maggior parte dei casi questi cambiamenti non solo non influiscono sulle per­cezioni della donna, ma, anzi, spesso ne aumentano la capacità di godere del rapporto. Per ciò che invece riguarda l’anorgasmia, qui intervengono fattori prettamente psicologici da risol­vere con il partner, magari anche in seguito alla gravidanza.

E nell’uomo? Anche se in misura minore, i futuri padri possono essere condizionati psicologicamente dalla gravidanza fino ad avere un calo di de­siderio. I motivi, in genere, sono due: o trovano la partner meno at­traente; oppure sono frenati da paure riguardo i possibili danni per il nascituro. Il bambino corre qualche pericolo? Se la gravidanza non è patologica i pericoli sono praticamente nulli. Nel caso, invece, di una gravi­danza che presenta problemi nei primi due trimestri i rapporti vanno evitati mentre nel terzo trimestre sarà necessario astenersi in caso di placenta previa o altre proble­matiche simili. Vale in ogni caso la regola generale del non esage­rare, i rapporti troppo concitati mettono comunque la donna in­cinta in condizioni rischiose.

Quanto tempo è meglio as­pettare dopo il parto prima di avere rapporti? Da un punto di vista fisico, si con­siglia un’attesa che va da uno a tre mesi dopo il parto. In generale, comunque, sarà buona regola at­tendere l’ok dei ginecologo. Da un punto di vista psicologico, invece, la cosa si fa leggermente più com­plicata: bisogna infatti ricordare che ogni donna con il parto subi­sce uno shock, più o meno in­tenso, al quale seguirà uno stato di modesta depressione, stan­chezza fisica e psicologica. Biso­gnerà quindi essere molto attenti ed attendere il momento in cui l’equilibrio psicologico della donna sarà ristabilito.

La contraccezione è obbligato­ria dopo il parto? E se si, di che tipo? In generale, lo status fisico della donna in seguito al parto, le impe­disce di restare subito incinta a causa della presenza di prolattina nel sangue e della conseguente riduzione dell’attività ovarica. Però, già dopo 2-3 mesi, il ciclo e l’ovu­lazione potrebbero ricomparire. Quindi, si consiglia l’uso del con­traccettivo per evitare gravidanze indesiderate. Durante l’allatta­mento non è possibile assumere la pillola come contraccettivo poi­ché gli estrogeni possono influire sulla produzione del latte. E’ con­sigliabile dunque l’uso di preparati a base di solo progesterone o di contraccettivi di barriera (preser­vativo o diaframma).

 In genere, in seguito al parto, la donna ha bisogno di assistenza e cure, non solo da parte del partner, ma spesso anche da personale specializzato, per gestire i cambia­menti fisici e psicologici derivanti dalla gravidanza. Sarà quindi indi­cato in ogni caso un dialogo intenso e sincero sia con il compagno che con il ginecologo e l’ostetrica (o con uno psicologo nei casi più gravi), per affrontare con consapevolezza ogni dubbio o perplessità. 

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