Pubertà: ora nelle bambine arriva 2 anni prima

di Cinzia Iannaccio 3

La pubertà arriva prima del previsto, in media due anni in anticipo rispetto alla norma. Da 15 anni a questa parte, bimbe molto piccole hanno cominciato a subire dei cambiamenti fisici: il seno ed una prima peluria sul pube, sono diventati sempre più frequenti addirittura anche tra i 6 e gli otto anni. A documentare questi dati  ci sono numerose ricerche scientifiche internazionali realizzate a partire dagli anni ’80, alcune fatte anche in Italia dove negli ultimi tempi la casistica sarebbe passata dal 3 al 5%.  Quasi il doppio. Una conferma di questo trend ci arriva dalla Professoressa Aurora Natalia Rossodivita, del dipartimento di Pediatria, Ambulatorio e Day Hospital di Endocrinologia Pediatrica del Policlinico Gemelli.

“L’evidenza clinica ci porta a constatare la presenza sempre maggiore di “bottone mammario – o telarca, così si chiama questo cambiamento dei caratteri sessuali- e di peluria, in bambine anche sotto gli 8 anni. Questo non significa però necessariamente un menarca anticipato: tale fattore si presenta in media sempre intorno ai 12 anni”.

E le cause?

“Non sono state tutte rilevate: un ruolo determinante è sicuramente giocato dalla genetica, dall’ereditarietà, ma c’è molto di più. Alcuni studi condotti negli Stati Uniti hanno confermato nella popolazione di origine caucasica, una pubertà precoce legata all‘obesità.Non solo, anche il tipo di alimentazione influisce. Nel nostro ambulatorio di etno-pediatria, dove ci occupiamo essenzialmente di bambini adottati che vengono da altri paesi, abbiamo evidenziato alcune particolari casistiche al riguardo, che presto confluiranno in una pubblicazione scientifica.

Specialmente nel primo anno di arrivo nel nuovo Paese ospite si assiste al fenomeno del «recupero della crescita», un incremento di statura e peso che può sfociare nel sovrappeso. Questo però non accade con  i bimbi immigrati con la famiglia che tendono a mantenere gli usi alimentari del Paese d’origine.”

Con l’obesità, anche l’inquinamento assume un  ruolo determinante: esistono infatti alcune sostanze chimiche, come quelle presenti nel DDT che fungono da “perturbatori endocrini”

“Si comportano come sostanze estrogeno-simili, attivando l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi”, spiega la pediatra.

Ma come prevenire o bloccare questo percorso che può provocare un serio disagio psicologico alle bambine? Quando è opportuno utilizzare dei farmaci? Conclude la Prof.ssa Rossodivita:

Esistono dei medicinali al riguardo, ma che vanno dati solo in rari casi di pubertà precoce che comporta un’eccessiva accelerazione nella crescita, capace di compromettere l’adeguato sviluppo osseo e della statura delle bambine. Altrimenti si lascia che la natura prosegua il suo corso.

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