Influenza in gravidanza: come curarla?

di Redazione 0

In gravidanza l’influenza è pericolosa? E come curarla? Queste, sono le domande più frequenti tra le neomamme che si trovano a tu per tu con febbre, tosse e naso che cola. Le donne in gravidanza, sono tra le categorie più esposte a contrarre il virus a causa della naturale riduzione delle difese immunitarie tipica di questa condizione fisiologica. In generale si può dire che in una gravidanza normale, ovvero senza complicanze, l’influenza non rappresenta un rischio per il feto, ma non bisogna comunque sottovalutarne i sintomi.

Il Ministero della Salute, così come gli altri organi istituzionali internazionali, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità, raccomandano la vaccinazione a tutte le donne che, all’inizio della stagione influenzale (tra novembre e dicembre) si trovano nel 2° o 3° trimestre di gestazione. Questo, anche per evitare le complicanze, più frequenti nelle donne incinte. La febbre è senza dubbio tra i sintomi da non trascurare, un forte rialzo della temperatura (superiore a 38°) può costituire un problema per il feto. La febbre alta, infatti, innesca le naturali difese immunitarie dell’organismo, e può comportare la comparsa di contrazioni dell’utero e di conseguenza determinare a loro volta un parto prematuro.

Se il virus dell’influenza ha origine batterica la salute del feto non è minacciata, in quanto la placenta funzione da scudo. Il rischio di trasmissione si presenta solo se la placenta è lesionata. Per evitare complicanze la cosa migliore è avvertire il proprio medico curante, che una volta accertati i sintomi, potrà consigliare la cura più adatta.

Per alleviare i sintomi dell’influenza il medico prescriverà farmaci tollerati in gravidanza, tuttavia è bene non abbassare troppo la guardia, per evitare qualunque rischio, infatti, l’ideale è non assumere medicinali, soprattutto tra il 1° e il 3° trimestre di gestazione. Ecco, perché i vaccini antinfluenzali sono l’arma migliore per combattere i malanni di stagione, in grado di attivare la risposta immunitaria, ma senza provocare effetti indesiderati per l’organismo.

Photo Credit| Thinkstock

 

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