Hiv, test positivi: funziona il vaccino italiano

di Valentina Cervelli 0

Si sono rivelati positivi i risultati ottenuti nella fase di sperimentazione di secondo livello italiana del vaccino contro l’HIV sui pazienti messo a punto dall’Università di Brescia in collaborazione con scienziati internazionali provenienti da Europa ed America.

Il vaccino terapeutico “At20”, questa la sigla che lo identifica, sembra essere risultato non tossico e sicuro all’utilizzo umano, almeno abbastanza da dare spazio ad un possibile effettivo sbocco al di fuori della sperimentazione. Lo studio relativo a quest’ultima è stato pubblicato sulla rivista di settore Vaccine ed i dati raccolti indicherebbero tutti quanti la via verso il terzo livello dell’indagine, quello che porta alla definizione finale di una terapia. Il vaccino messo a punto dal professore Arnaldo Caruso, docente di Microbiologia del Dipartimento di Medicina molecolare e Traslazionale dell’Università degli Studi di Brescia e dai suoi colleghi, è un vaccino terapeutico ed è giusto sottolinearlo. Esso non è in grado quindi di prevenire il contagio, ma di combattere determinati aspetti dell’Hiv.

Entrando più nello specifico, la formulazione è in grado di stimolare la formazione degli anticorpi chiamati a combattere le tossine che si originano dalla proteina p17 del virus dell’Hiv, quella che causa il deficit immunitario nei soggetti che contraggono la malattia. La sperimentazione umana di questo vaccino è stata condotta su un campione di volontari positivi al virus, attualmente sottoposti a terapia antiretrovirale . Sottoposti ad analisi specifiche dopo il trattamenti, i pazienti hanno mostrato di aver sviluppato difese immunitarie in grado di combattere ogni possibile azione delle proteina p17 del virus prevenendo tutta una seri di infezioni correlate allo stesso.

Abbiamo voluto spiegarvi ciò nei minimi particolari perché riuscire a bloccare questa tossina è la base dalla quale partire per riuscire a ripristinare il corretto funzionamento del sistema immunitario, portando la persona malata, se non a guarire dal virus, almeno a condurre una esistenza nella quale lo stesso rimane essenzialmente asintomatico.

Fonte | Vaccine

Photo Credit | Thinkstock

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