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Pressione bassa? Cosa fare per combattere l’ipotensione

Il caldo si inizia a sentire e con esso aumentano anche i casi di malore derivati da pressione bassa. Gli anziani sono sicuramente a maggior rischio dei giovani ma l’ipotensione (cioè la pressione bassa) anche se meno pericolosa dell’ipertensione (pressione alta) non deve essere presa sotto gamba e quando ci sentiamo venir meno per il caldo eccessivo la prima cosa da fare è sdraiarsi, alzare le gambe e allentare lacci e cinture per favorire l’afflusso di sangue al cervello e al cuore. I sintomi sono diversi: stanchezza, giramenti di testa, svenimenti (sincope) mancanza di appetito, annebbiamento della vista.

La pressione arteriosa, attraverso cui viene appurato se e in che misura si è sotto ipotensione, è la forza che il sangue esercita sulle pareti delle grosse arterie e viene misurata in millimetri di mercurio. Generalmente sono le donne a soffrire di pressione bassa che a riposo manifestano valori al di sotto di 90/60 mmHg (millimetri di mercurio). Infatti quando la pressione arteriosa è inferiore ai 100 mmHg possono farsi sentire i primi lievi sintomi. Ovviamente anche in questo caso prevenire è sempre meglio, ma in situazioni d’emergenza come ad esempio in un momento di caldo eccessivo o anche un calo ipoglicemico improvviso portano a situazioni di ipotensione che possono essere contrastate nell’immediato con un bicchiere d’acqua e zucchero o solo mettendo un cucchiaino di quest’ultimo sotto la lingua. Stesso effetto si ha con il cacao, il caffè e il , tutti in grado di favorire un rialzo della pressione. Chi soffre di bassa pressione dovrebbe far particolare attenzione all’alimentazione e soprattutto evitare le grandi abbuffate. Nei cambi di stagione bisognerebbe assumere una maggiore quantità di sale (facendo sempre attenzione a non eccedere) e fare delle cure che integrino magnesio e potassio maggiormente presenti nelle banane. Soprattutto però, se il sintomo si manifesta spesso, e dunque non è legato ad un evento passeggero, è opportuno rivolgersi ad uno specialista ed evitare il fai da te, anche a livello alimentare!

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