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Long covid, esistono varianti diverse

Long Covid? Come per l’infezione esistono delle varianti diverse. La pandemia di Coronavirus ci ha insegnato in tutto questo tempo che questo agente patogeno è in grado di mutare. Un processo che a quanto pare coinvolge anche la sindrome a esso legata.

Sintomi del Long Covid a seconda delle ondate

Le differenti varianti del virus hanno reso difficile contrastarlo in modo davvero efficace, unito in certi casi alla reticenza stessa della popolazione a seguire alcune semplici regole. Ora, a ormai due anni dalla comparsa della malattia, uno studio eseguito in Gran Bretagna dal King’s College di Londra ha rilevato come sarebbero almeno tre le varianti di Long Covid esistenti. Tre tipologie, accompagnate da tre diversi gruppi di sintomi. Secondo i ricercatori, tutte e tre si sarebbero manifestate a ogni ondata anche se alcune sembrano essere maggiormente legate a una specifica variante.

Quel che dobbiamo capire del covid-19 è che si tratta di un virus che in alcuni casi può sì presentarsi come asintomatico ma che è anche in grado di lasciare devastato a più livelli il nostro organismo. In un primo gruppo di persone guarite sono stati rilevati dei problemi di tipo neurologico, a partire dall’affaticamento e al mal di testa, fino ad arrivare alla nebbia cognitiva. Sotto questo termine viene riconosciuto un mix di difficoltà di concentrazione, confusione menale e disorientamento. Qualcosa che sembra più dipendente dalle varianti Alpha e Delta.

Presenti anche problemi respiratori e più rari

Un altro gruppo di persone ha presentato maggiori problemi respiratori anche dopo la negatività, come insufficienza respiratoria anche grave e dolore toracico. In questo caso a essere maggiormente colpiti sono i pazienti della prima ondata di contagi del 2020. Vi è poi un terzo gruppo che presenta una sintomatologia davvero vasta che presenta dolori muscolari, problemi alla pelle e ai capelli e palpitazioni.  Un ulteriore studio condotto dagli scienziati dell’Università di Birmingham ha evidenziato conseguenze più rare. Esse vanno dalla disfunzione erettile all’incontinenza; allucinazioni e amnesie.

Nel Regno Unito sarebbero circa due milioni le persone affette da Long Covid e alcune di loro fanno parte dei pazienti della prima ondata di due anni fa. Cosa fa pensare questo? Senza dubbio che sia il caso di stabilire dei protocolli di cura che superino la data di guarigione dalla malattia. E allo stesso tempo una loro personalizzazione, date le differenze esigenze caso per caso visto che la manifestazione dei sintomi cambia.

È evidente che siano diversi i sottotipo di Long Covid e che sia necessario agire avendo in mente questo dato. Nel corso dello studio è stato anche rilevato che la sindrome sia più diffusa tra le donne di età compresa tra i 39 e i 69 anni. E tra le persone socialmente svantaggiate e quelle che lavorano nell’istruzione, nella sanità e nell’assistenza sociale.

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