Cancro della vescica: è colpa del fumo nel 50% dei casi

di Valentina Cervelli 5

Cancro della vescica: per gli italiani rappresenta un killer silenzioso e, purtroppo, efficace. Il nostro paese è infatti tra le prime posizioni per ciò che riguarda l’incidenza di questo cancro. E’ stimato che almeno 20mila persone si ammalino ogni anno: ed il trend non accenna a diminuire. Facendo il punto sulla patologia presso l’ultimo congresso dell’Auro, l’associazione urologi Italiani, è emerso che tra le maggiori cause vi sia quella del fumo di sigaretta.

Gli esperti su questo non hanno dubbi: almeno il 50% dei casi totali di tumore alla vescica sono scatenati dall’abitudine al fumo. Subito seguito da uno stile di vita sedentario. E sebbene ancora non vi sia uno studio risolutivo in tal senso, non si può non considerare tra le cause scatenanti anche una alimentazione scorretta e l’abuso di alcol.

In alcuni casi, bisogna specificarlo, l’incidenza può essere relativa anche alla tipologia di impiego che si porta avanti: tra i fattori di rischio non manca infatti una esposizione cronica alle amine aromatiche e alle nitrosamine (che di frequente possono essere riscontrate in coloro che lavorano nel campo dell’industria tessile, dei coloranti, della gomma e del cuoio, n.d.r). In questo caso va però specificato chela diagnosi derivante da tale contatto è relativa ad un passato nemmeno troppo prossimo, dato che l’insorgenza in tali condizioni, del tumore, avviene tra i sei ed i venti anni dopo: sono stati registrati addirittura casi relativi ad una manifestazione differita di quarantacinque anni!

Come spiega il prof. Paolo Puppo, urologo e direttore dell’Istituto tumori di Genova:

Al momento purtroppo non esistono programmi di screening o metodi di diagnosi precoce efficaci. Ecco perché, oltre a smettere di fumare e seguire un’alimentazione sana, è fondamentale non sottovalutare mai il primo segnale che c’è qualcosa che non va: la presenza di sangue nelle urine.

E’ importante, quando si nota qualcosa che non va nel funzionamento del proprio apparato urinario, rivolgersi immediatamente al proprio medico: una diagnosi precoce può davvero salvare la vita.

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Auro

Commenti (5)

  1. Purtroppo sono affetto da tale patologia, in 2 anni ho effettuato la TURBT già 3 volte. Eppure non ho mai fumato, ho solo 42 anni e non mi ritrovo in nessuno dei fattori di rischio sopra elencati. Mentre recentemente sono stato in afghanistan ed ho fatto diversi vaccini: esiste una correlazione? Grazie

    1. E’ difficile a dirsi. Bisognerebbe vedere quali vaccini ed i rischi correlati a questi. Tutti i farmaci ne hanno. In realtà si parla di rischi correlati, perché si ha una certezza su quelli che sono alcuni fattori ricorrenti nei malati ed in taluni casi quando questa incidenza è altissima come il fumo di sigaretta in un particolare tipo di tumore al polmone 8non in tutti i tipi) si prla anche di causa diretta. Le cause della maggior parte dei tumori non sono state ancora evidenziate e permane una forte incidenza genetica. Per ciò che ne sò…ma di sicuro posso sbagliare, non sono un medico ….quindi prendila solo come una mia riflessione, a dare effetti collaterali oncologici sono spesso farmaci che si prendono per lungo tempo, come alcune formulazioni dipillola anticoncezionale ad esempio . Un vaccino non saprei proprio. In bocca al lupo.;=)

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