Artrosi, lesioni cartilaginee e condropatie da usura/1

di Redazione 3

La cartilagine è un tes­suto molto complesso, molto raffinato, difficile da riprodurre, per que­sto il problema del trattamento dei danni cartilaginei è molto attuale e nonostante il mondo della ricerca sia impegnatissimo su questo fronte, ancora non abbiamo risul­tati definitivi. Innanzitutto, bisogna distinguere le “condropatie da usura” dalle “lesioni cartilaginee“. Per con­dropatie si intende il processo degenerativo della cartilagine che, nella norma, aumenta con il passare degli anni o, in altri casi, è dovuto ad un processo di “ove­ruse”, cioè è causato dall’ecces­sivo uso dell’articolazione da parte di un individuo (un esempio è il ginocchio dei calciatori).

La condropatia può essere di vari gradi, ma con il tempo diventa una vera e propria artrosi. Per le­sioni cartilaginee, invece, in­tendo quelle traumatiche. Una distorsione, una caduta dal­l’alto, una frattura, l’eccessivo impegno di un’articolazione, può causare il danno focale (cioè cir­coscritto) di una cartilagine arti­colare che non necessariamente era già preda di processi dege­nerativi. La terapia di queste due forme di danno cartilagineo è decisamente differente.

I fenomeni di usura della cartila­gine sono cronici e non reversibili. Tendono ad aggravarsi con il tempo, più o meno lentamente, provocando una sintomatologia dolorosa più o meno marcata. In questo caso il trattamento farmacologico è spesso sintomatico, cioè il medico prescrive al paziente far­maci come il paracetamolo o FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Ste­roidei) che hanno l’obiettivo di alle­viare il dolore o i processi infiammatori che episodicamente o costantemente si instaurano in un’articolazione con usura carti­laginea.

 Lo stesso dicasi per le infiltra­zioni intrarticolari di cortiso­nici. In realtà esistono altri farmaci (o integratori) che sem­brano avere una loro efficacia per lo meno per ridurre i sintomi dell’artrosi: fra questi i composti che si assumono per via orale, quali Glucosamina, Glucosamina+CondroitinsolfatoGlucosamina+Condroitina+Col­lagene e altri.

La prescrizione e l’impiego di questi farmaci devono essere va­lutati, caso per caso, dal medico. Oltre a questi prodotti, esiste una terapia infiltrativa con farmaci a base di acido ialuronico (mol­tissimi ne esistono in commercio, differenziabili in base al loro peso molecolare). In caso di condro­patie del ginocchio, dell’anca, della caviglia (difficilmente si usano per altre articolazioni) possono essere usati questi far­maci, che vengono iniettati in articolazione in una, due, tre o cinque somministrazioni (di­pende dal farmaco che si usa).

Tali farmaci hanno l’obiettivo di produrre una viscosupplementa­zione, in pratica di dare una maggiore lubrificazione al ginoc­chio e di regolare l’equilibrio chi­mico intraarticolare. Alcuni si sono dimostrati efficaci, anche per lunghi periodi. Biso­gna però non illudersi: non sempre il paziente risponde a tale te­rapia.  Sempre più diffuso è l’uso di PRP (plate­let rich plasma), cioè di infiltra­zioni intrarticolari di piastrine concentrate. Basta un prelievo di sangue dello stesso paziente, un dispositivo che permette di concentrare le piastrine, e l’inoculazione del preparato nel ginocchio. I risultati clinici sono per ora buoni, ma ancora non si può af­fermare che si abbia un sicuro effetto benefico sulla cartilagine.

Commenti (3)

  1. Ho subito un infiltrazione con Jionexa 4 ml al ginocchio per una condropatia. Dopo 2 giorni sono iniziati dolori lancinanti con blocco articolare che sono durati 10 giorni. Dopo di che sono ritornato al punto iniziale forse peggio. Io sono un medico ma non sono riuscito a capire che cos è successo. in tutti gli altri casi che ho seguito : dolore e blocco scomparsi.

    1. Noi invece siamo giornalisti che si occupano di salute e quindi meno di lei potremmo capire a cosa è dovuta la sua problematica. Mi viene però da pensare ad un’errore nel praticare l’infiltrazione….ne ha parlato con lo specialista?

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