Alzheimer: prevenzione con l’olio d’oliva

di Valentina Cervelli 2

Prevenire l’Alzheimer a tavola? Si può, attraverso l’utilizzo dell’olio d’oliva. Per noi italiani il suo uso è un must della dieta mediterranea. Sapere che può essere in grado di aiutarci a combattere la presenza delle placche amiloidi tipiche della suddetta malattia ce lo fa apprezzare ancora di più.

A confermarci i benefici del consumo di questo alimento ci pensa uno studio condotto dal dott. Amal Kaddoumi e dai suoi colleghi dell’università della Louisiana che hanno scoperto come alcune sue componenti siano in grado di “ripulire” il cervello da queste placche pericolose, anticamera dello sviluppo della malattia d’Alzheimer.

La ricerca, pubblicata sulla rivista di settore ACS Chemical Neuroscience, ha mostrato la capacità dell’olio di oliva di “cacciare via” dall’encefalo le beta-amiloidi, le proteine alla base delle placche che rappresentano una delle prime modificazioni della patologia. Di solito la medicina punta il suo dito benevolo verso i grassi monoinsaturi contenuti nell’olio di oliva. Questa volta tocca invece all’oleocantale, la sostanza che da all’olio quel gusto “piccante” che lo contraddistingue. Secondo gli scienziati americani sarebbe proprio questa componente ad agire come una protezione per i neuroni nei confronti dei possibili danno causati da una malattia degenerativa come l’Alzheimer.

Lo studio è stato condotto principalmente sul modello animale e all’interno della fase sperimentale i ricercatori hanno monitorato l’azione di questa sostanza applicata alle forme di malattie scatenate negli animali prima di dare inizio ad uno studio di tipo clinico sull’uomo ed è stato possibile verificare che l’oleocantale sia stato in grado di incrementare due proteine ed enzimi chiave per la rimozione delle placche amiloidi nel cervello.

Che si sia giunti alla giusta strada per combattere questa malattia? Quel che è certo è che ancora una volta l’olio di oliva, fondamento della nostra dieta mediterranea, abbia dimostrato la sua utilità nel contribuire alla nostra buona salute ed al suo mantenimento.

Fonte | ACS Chemical Neuroscience

Photo Credit | Thinkstock

Commenti (2)

  1. spero che la sperimentazione dia sollievo e talvolta speranza a chi soffre

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