Il peggior nemico del sonno? Il telefonino

di Redazione 0

Non dormite con cellulare vicino e fate a meno di parlare di sera. Vi potrebbe aspettare una notte insonne. Sono molti gli italiani che soffrono di questo disturbo che però passa inosservato, perchè lo si vive di notte, da soli e si pensa che non abbia nessun effetto di giorno. Invece l’80% degli italiani che soffrono di insonnia ha almeno un sintomo al giorno, il 60% diventa teso, irritato e irascibile, oppure depresso, il 46% non riesce a concentrarsi o a mantenere una buona memoria e in genere chi ha questi problemi, soffre di sonnolenza diurna e ciò porta ad assentarsi dal lavoro (per malattia), il 50% in più di coloro che dormono bene.


Due recenti studi si sono appena occupati di questi disturbatori: il primo ha osservato come agisce il cellulare solamente tenendolo vicino a noi, il secondo ha analizzato cosa succede mentre parliamo. Uno studio australiano ha appena concluso che, attualmente, tra i maggiori disturbatori del sonno ci sono i cellulari: i loro campi elettromagnetici interferiscono con le onde cerebrali e…rovinano così il sonno di parecchie persone. Lo studio condotto da Rodney Croft, ricercatore del Brain Science Institute alla Swinburne University of Technology di Melbourne, ha preso in esame 120 uomini e donne che possedevano un cellulare vicino a loro.

Lo studio ha osservato che le onde elettromagnetiche del telefonino producono un notevole aumento dell’attività cerebrale, ma in particolare di alcune onde cerebrali, chiamate onde alfa e sono collegate alla divisione tra lo stato di veglia e quello di sonno. Sono proprio queste onde ad essere “disturbate” da quelle del cellulare, pertanto vengono sballate nella loro normale funzione di regolare la nostra veglia e il nostro sonno.

Il secondo studio inglese effettuato dalla Loughborough University Sleep Research Center, ha approfondito gli studi sulla correlazione tra casi di insonnia e uso del cellulare. I soggetti esaminati, sono stati osservati mentre parlavano al telefonino ed è venuto fuori che le onde cerebrali interessate sono anche quelle chiamate onde delta, poiché anch’esse legate al sonno. Ma il risultato è stato mirato a verificare dopo, durante la notte osa succedeva ed è stato verificato che i soggetti in cui sono state sollecitate queste onde ci mettevano il doppio del tempo per addormentarsi, anche dopo tante ore che avevano spento il cellulare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>