Cellulari pericolosi per i bambini sotto i 10 anni

l’uso dei telefoni cellulari è sempre più diffuso, soprattutto tra i giovanissimi e si sta trasformando in vero e proprio abuso. Gli effetti nocivi per la salute sono oramai evidenti, alcuni legati agli effetti termici: l’interazione di un campo elettromagnetico con un sistema biologico, infatti, provoca aumento della temperatura coroporea. Quando le esposizioni sono molto intense e prolungate possono anche superare il meccanismo di termoregolazione portando a morte le cellule con necrosi dei tessuti.

Batteri sui cellulari, una custodia li distruggerà

Una custodia capace di distruggere i batteri sui nostri cellulari: è questo il frutto di una ricerca presentata al Ces di Las Vegas di quest’anno, la mostra dell’elettronica di consumo attualmente in corso in Nevada.  Un modo per mettere fine a potenziali agenti patogeni sui nostri telefonini.

Batteri: cellulari più sporchi del WC

Attenzione ai germi che si trovano sui vostri cellulari: sono molti di più e talvolta più pericolosi di quelli che incontriamo ogni giorno sulla tavoletta del WC. Lo sostiene il microbiologo dell’Università dell’Arizona Charles Gerba, commentando il contagio da ebola di una malato avvenuto qualche giorno fa in seguito al furto di un telefonino. Sembra proprio che questi piccoli oggetti di uso quotidiano si rivelino più pericolosi di ciò che sembra.

Batteri, telefonini più sporchi di pulsante WC

Se pensavate che la toilette fosse il posto più ricco di germi e batteri sarete stupiti dal sapere che alcuni oggetti presenti in bagno sono meno sporchi del nostro cellulare. Proprio così. Il pulsante del WC, ad esempio, quello che usiamo comunemente per tirare lo sciacquone, pare sia molto meno infestato da batteri del nostro telefonino.

Sembra impossibile da credere, ma è quanto ha appurato un recente studio di un’associazione di consumatori britannica, Which?, pubblicato dal quotidiano Daily Mail.
Molti oggetti che usiamo tutti i giorni (ad esempio, la tastiera del computer, o la spugna che utilizziamo per pulire la cucina) sono talmente pieni di batteri da rappresentare una minaccia per la nostra salute. Qualche tempo fa il ministro Fazio aveva sottolineato come in ospedale una fonte di batteri da non trascurare fosse rappresentata dalle cravatte. Ma su Medicinalive parlammo anche del rischio che deriva dalle sigarette, miniera di germi. All’elenco di oggetti a rischio oggi dobbiamo aggiungere il telefono portatile.

Udito a rischio con cellulari ed mp3

Se un tempo con danno acustico da rumore ci si riferiva all’esposizione in età adulta a traumi provocati da sparo o dall’eccesso di suoni molesti nell’ambiente lavorativo, oggi sono cambiate le cause, l’ambiente e la fascia d’età più colpita.
Con questo termine si indica ormai principalmente un disturbo che colpisce giovani in età evolutiva esposti frequentemente alla musica ad alto volume proveniente da riproduttori digitali musicali o da telefoni cellulari, che ormai già da anni hanno anche la funzione di lettore mp3.

Stando ai dati forniti dalla Commissione Europea di Bruxelles, a rischio sordità sarebbe il 5-10% degli utilizzatori di walkman e lettori mp3 che ascoltano musica a volume elevato per più di un’ora al giorno.
In Italia a lanciare l’allarme sui rischi per l’udito derivani da musica troppa alta è Lino Di Rienzo, dirigente di otorinolaringoiatria dell’Asl RMC di Roma e Presidente della Società Italiana di endoscopia e radiofrequenze otorinolaringoiatrica che spiega come l’esposizione duplice a fonia e musica (con le cuffie) abbia conseguenze ancora più gravi per la coclea, con ripercussioni non solo per le orecchie ma per tutto l’organismo, con mal di testa, stress, nervosismo, insonnia.

Cellulari, a maggior rischio ronzio gli assidui della telefonia mobile

Salute e cellulari. Un recente studio riapre la diatriba affermando che chiacchierare troppo a lungo al telefonino può essere fonte di fastidiosi ronzii o di altri rumori all’orecchio. A dirlo è una recente ricerca condotta da un’équipe di ricercatori dell’Università di Vienna e pubblicata sulla rivista di divulgazione scientifica Occupational and Environmental Medicine.

Il dibattito scientifico sui cellulari non conosce fine. Ancora oggi sono in corso macro studi per studiare gli effetti a lungo termine sui bambini soprattutto ed eventuali danni per la salute.

I cellulari non fanno male, parola dell’Iss

Probabilmente si tratta uno di quei dibattiti che non vedranno mai una conclusione, ma sempre più ricerche scientifiche stanno convergendo verso la conclusione che le onde elettromagnetiche che tanto facevano paura all’inizio dell’Era dei cellulari, in realtà non provocano nessun tipo di malattia.

E’ questa la conclusione a cui arriva l’IARC, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, la quale ha collaborato con l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) italiano e con quello di altri 12 Paesi per avere un quadro più chiaro della situazione ed un numero congruo di pazienti su cui effettuare l’analisi. Per capire più precisamente rispetto ad altre ricerche se queste onde possano interferire sul nostro fisico, sono state intervistate quasi undicimila persone, la metà di esse erano sane, l’altra metà soffriva di glioma o meningioma (due tumori cerebrali che colpiscono rispettivamente il glia e le meningi). Vediamo dopo il salto che risultati si sono ottenuti.

Tecnostressati d’Italia disconnettetevi, oggi è il giorno di pc e telefoni cellulari spenti contro le netdipendenze

Mea culpa. Il mio pc è acceso e anche il cellulare continua a vibrare. E probabilmente anche quello di chi con la tecnologia non supera le tre ore al giorno complessive.  Ma se fate invece parte dei tecnostressati d’Italia, quelli che appena si svegliano accendono prima il computer e dopo il cervello, e il portatile se lo portano anche a letto, oggi sarebbe invece il caso di seguire i consigli degli esperti aderendo alla prima giornata nazionale a schermi spenti, un’iniziativa promossa dall’associazione Netdipendenza Onlus, in collaborazione con Assodigitale, Viadeo, Indranet e Scuola di Respiro.

Se il mondo dell’information tecnology rappresenta una realtà per certi aspetti estremamente versatile, comoda ed esemplificativa della vita moderna, dall’altra vanno perduti molto spesso i rapporti umani, la salubrità della vita all’aria aperta, e in molti casi, quando le ore trascorse al cellulare o su facebook e al pc, sono davvero troppe si verificano non pochi problemi per l’incolumità del nostro organismo.
Stare troppo tempo davanti allo schermo, infatti, è di frequente causa di calo della concentrazione, irritabilità, insonnia, mal di testa, disturbi gastrointestinali e circolatori, respirazione corta e micro-apnee causate dalle tensione dell’overload di informazioni, tendenza alla solitudine. Tutti sintomi della netdipendenza e della condizione considerata ormai da molti patologica del tecnostress.

Il peggior nemico del sonno? Il telefonino

Non dormite con cellulare vicino e fate a meno di parlare di sera. Vi potrebbe aspettare una notte insonne. Sono molti gli italiani che soffrono di questo disturbo che però passa inosservato, perchè lo si vive di notte, da soli e si pensa che non abbia nessun effetto di giorno. Invece l’80% degli italiani che soffrono di insonnia ha almeno un sintomo al giorno, il 60% diventa teso, irritato e irascibile, oppure depresso, il 46% non riesce a concentrarsi o a mantenere una buona memoria e in genere chi ha questi problemi, soffre di sonnolenza diurna e ciò porta ad assentarsi dal lavoro (per malattia), il 50% in più di coloro che dormono bene.